Da Paolo Poli a Cristina Acidini, da Alessandro Benvenuti a Sergio Staino: più favorevoli che contrari Entusiasmo e qualche dubbio piace lo spettacolo sullacqua -------------------------------------------------------------------------------- Un palcoscenico sullArno, perché no. Portare le notti estive lungo il fiume è unidea che tutto sommato piace, che richiama suggestioni e ricordi di una Firenze dantan. Ma con tutti i dubbi e le perplessità dovute a un qualcosa che, per adesso, esiste solo in teoria, senza una forma e dei contenuti precisi. «Quando ero bambino proprio in quella zona, dove adesso cè lHotel Mediterraneo, cera un prato, io lì vidi il mio primo Rigoletto e ricordo la gente che diceva "che bello, uno che canta sotto un albero", senza curarsi se era bravo oppure no», commenta Paolo Poli. «Un palcoscenico sullacqua, che devo dire, oggi purtroppo si vive in un periodo in cui si dà più importanza alle cornici che ai quadri, questo per dire che tutto dipende dalla qualità della programmazione che verrà fatta», osserva il grande attore fiorentino. «E unidea suggestiva, mi ricorda le rappresentazioni sacre sulla Sieve, che andavo a vedere da bambino», dice invece Alessandro Benvenuti. «Il fiume rappresenta le vene della città, vi scorre la vita e al tempo stesso la morte, è bello che la gente dalla riva guardi gli artisti invece dei cadaveri che passano», commenta lattore. Entusiasta Marco Messeri: «Mi fa piacere che venga fatto qualcosa per ritrovare quellatmosfera delle balere in riva dArno cantate da Spadaro, quelle scene romantiche e al tempo stesso ironiche tipiche della filosofia popolare fiorentina». «Qualunque idea che serva a risvegliare Firenze è una buona idea - afferma invece Fabio Canino - ma forse sarebbe meglio investire soldi negli artisti, più che in nuovi posti». Dal mondo della cultura un "perché no" viene dallo storico Franco Cardini. «Fin dai primi del Novecento, quando cera una spiaggia, quellarea è stata destinata a spazi di socialità. Ne potrebbe venir fuori qualcosa di interessante, come a Parigi, ma bisogna stare attenti alla sicurezza: lArno è un ragazzaccio, può fare brutti scherzi». Ironico Mario Lolli Ghetti, direttore regionale per i Beni Culturali: «Mi sembra unidea carina, sempre se il pubblico riuscirà a convivere con zanzare, puzzo e talponi». E continua: «Sono daccordo con lidea di portarvi musica jazz, basta che non si trasformi in un esperimento commerciale, con bancarelle orribili come quelle sul Tevere». La piattaforma sembra una buona idea anche alla soprintendente al Polo Museale Cristina Acidini, «per quanto sia un progetto impegnativo, che potrebbe rivelarsi invasivo per la linea del fiume. Aspetto di vedere come sarà realizzato». Da Palazzo Vecchio Dario Nardella, presidente della commissione Cultura, dice: «Ci sono già stati in passato progetti che coinvolgevano lArno, come il Teatro dellAcqua o la spiaggia dello scorso anno. E giusto restituire il fiume ai fiorentini, ma mi auguro che non si agisca di fretta, ci vuole una buona organizzazione che coinvolga tutti gli organi del caso, come lAutorità di bacino». Mentre Daniela Lastri, assessore alle Politiche giovanili, spera in «unopportunità in più per i giovani, magari destinando il palco anche a gruppi emergenti come quelli usciti dal Rock Contest». Sergio Staino è entusiasta, «come accade ogni volta che ci sono idee originali per far rinascere la città». Scettico è invece un altro vignettista, Giuliano: «Non ho fiducia, siamo gestiti da persone che hanno grandi idee e un cervello piccolo, per loro limportante non è realizzare un progetto ma che se ne parli». Tornando alla musica, commenti favorevoli arrivano da due organizzatori di concerti come Marco Gramigni e Alessandro Bellucci, che parlano entrambi di «una buona idea». Mentre il musicologo Leonardo Pinzauti aspetta di vedere come sarà realizzato il progetto: «La musica - dice - ha esigenze ben precise».