Crolla un pino, allarme per il verde La vicenda Dimora per artisti dal 1879 Costruita nel 1879 dal mecenate alsaziano Alfred Wilhelm Strohl-Fern, la villa sorge su un parco di 80 mila metri quadri. Nata come dimora per gli artisti, con personaggi come Rainer Maria Rilke, che nel 1904 vi trasferisce il suo studio. Negli anni Venti diventa il fulcro della scena romana, dove i critici Roberto Longhi e Bruno Barilli si danno appuntamento con Giorgio De Chirico e Francesco Trombadori. Dopo la morte del proprietario, è gestita dall'Ambasciata di Francia, per passare poi al Comune di Roma, che nel '52 annette il parco a quello di Villa Borghese. Amministrata di nuovo dal Governo francese, oggi ospita il liceo Chateaubriand. Gli Amici di Villa Strohl-Fern hanno lanciato un appello, preoccupati per lo stato di conservazione «mediocre» Spezzato di netto da una raffica di vento: il crollo di un pino secolare riaccende le polemiche sulla tutela di Villa Strohl-Fern. «Era malato e si è schiantato a metà per mancata manutenzione», dice Donatella Trombadori, figlia di Francesco, che in quei luoghi dipingeva le sue tele. Dei cento atelier allestiti nella villa, il suo è l'unico rimasto, dopo la lunga battaglia degli eredi per ottenerne il vincolo. Nell'archivio, circondati dai ricordi del pittore, si riuniscono gli Amici di Villa Strohl-Fern che hanno lanciato l'appello: preoccupati per lo stato di conservazione «mediocre, in particolare quello del verde storico, pini, lecci e altre essenze», nonostante l'accordo siglato nel 2005 tra l'Ambasciata di Francia, il Ministero dei Beni Culturali e il Comune di Roma. «È una ferita aperta, in un complesso dove invece si è fatto molto: da Villa Borghese al restauro dei giardini di Villa Giulia e Villa Poniatowski», osserva Vittorio Emiliani del Comitato per la Bellezza, che ha aderito alla protesta. Ma il patrimonio botanico non è l'unico a rischio: «Per ampliare gli spazi del liceo Chateaubriand si sono costruiti nuovi padiglioni, tradendo il testamento del proprietario», precisa Emiliani. Donata nel 1927 alla Francia, il conte Strohl-Fern voleva infatti che la villa diventasse una residenza per gli artisti. Per molti, da Rainer Maria Rilke a Carlo Levi, che vi scrisse il romanzo romano L'orologio, è stata una fonte d'ispirazione. Negli anni '50, la Francia vi ha trasferito alcune aule del liceo, «molto frequentato», ricorda Donatella Trombadori, «perché nelle scuole italiane, dopo la guerra, si facevano ancora tre, quattro turni al giorno». Da quel momento è iniziata «l'annosa querelle», afferma l'assessore alla Cultura, Silvio di Francia, «che coinvolge Francia e Italia. Al di là delle competenze, l'appello va raccolto: bisogna rilanciare l'ipotesi di una sede alternativa per lo Chateaubriand e tutelare il verde con un alto livello di attenzione». Intanto, da Palazzo Farnese il consigliere stampa, Max-Olivier Gonnet assicura: "Chiameremo subito l'impresa specializzata per rimettere in sicurezza il parco, tagliando gli alberi a rischio di caduta, prima che gli alunni rientrino dalle vacanze».