Italia Nostra, Legambiente e Wwf bocciano il progetto dell'architetto Botta: «Così si deturpa l'immagine storica della città» E' allarme ecomostro dopo le rilevazioni del Secolo XIX sul grattacielo che dovrebbe sorgere nell'area dell'ex mercato. A sparare a zero contro il progetto sono Giovanni Gabriele, presidente della sezione spezzina di Italia Nostra, Alessandro Poletti del circolo "Valdimagra" Legambiente e Giovanni Ponzanelli, responsabile del Wwf della Spezia. «Abbiamo con notevole perplessità accolto le notizie - sottolineano in un comunicato congiunto - con tanto di fotomontaggi computerizzati, circa la struttura che si vorrebbe realizzare al posto dell'ex-mercato coperto al centro di Sarzana, a poche centinaia di metri dal centro storico della stessa, su progetto dell'architetto ticinese Mario Botta, e ciò che si intuisce dalle dimensioni, fa presupporre, senza ombra di dubbio, che essa si configuri come un vero e proprio ecomostro nel centro di Sarzana, alto quanto la torre di Pisa, pur senza alcuna parentela stilistica con essa, e in contrasto con le dimensioni storiche degli edifici sarzanesi più rappresentativi». Alterazione dello skyline cittadino, "mostro" che si noterebbe tristemente rispetto alle straordinarie vestigia sarzanesi di inestimabile valore (Santa Maria, Fortezza di Sarzanello), look ultramillenario completamente deturpato da ciò che la torre farebbe diventare Sarzana: uffici in stile New York o Montecarlo nel bel mezzo di quella periferia liberty sarzanese che, pur deturpata da qualche condominio anni '60-70, ha mantenuto una continuità armonica con le proporzioni, le dimensioni e lo stile del centro storico medievale-rinascimentale. Ecco un altro pericolo individuato dai rappresentanti delle associazioni. Insieme a quello di un ennesimo attentato al paesaggio ligure, già minacciato dalla torre Fuksas alla Margonara a Savona, e dalle quattro torri di Albenga: non è possibile, dicono gli ambientalisti, che si vogliano far passare per sostenibili opere che sono un vero e proprio obbrobrio da un punto di vista estetico-paesaggistico solo perché realizzate da grandi nomi dell'architettura nazionale e internazionale. «Inoltre - va a chiudere il comunicato - chiediamo che si faccia una moratoria di stop su urbanizzazione e sventramento di via Muccini, frutto di un Prg (Piano regolatore generale secondo le leggi urbanistiche ante 1997) ormai vecchio di 13 anni e prossimo ad essere sostituito da un nuovo Puc (Piano Urbanistico Comunale secondo la legge regionale urbanistica del 1997); non lasciamo in eredità al suddetto Puc uno sfregio paesistico -urbanistico che si può ancora evitare. Chiediamo quindi, cominciando dalla torre dell'ex-mercato ortofrutticolo, che si inizi in questa città, in previsione anche del prossimo Puc, un approccio all'urbanistica che non sia nell'alveo dei desideri edificatori delle lobby di cemento e asfalto, ma sia rispettoso dell'assetto esistente e dell'esigenza di spazi verdi "reali" e defaticanti dallo stress della vita moderna di cui soffrono i nostri abitanti e, soprattutto, che in base alle nuove leggi sulla valutazione ambientale strategica il futuro Puc sia partecipato dai cittadini e dal mondo associativo della società civile».