Il sindaco: «Ci sono problemi sul passaggio delle competenze» Non c'è neppure un custode che consenta la visita ai tesori CERTOSA II museo resta chiuso e nessuno ne sa più niente. A quattro mesi dalla protesta di alcuni visitatori che trovarono le porte sbarrate, l'accesso continua a rimanere una chimera. E l'arrivo della stagione turistica è alle porte. Ma, ad oggi, l'unico movimento che si registra è l'interrogazione parlamentare, sempre nell'ottobre scorso. Poi, di nuovo, il silenzio. Caduta nel vuoto anche la proposta del Comune, di gestire lo spazio facendo però pagare un biglietto per far fronte ai costi di gestione. «Ci sono ancora alcuni punti da chiarire sul passaggio di consegne delle competenze dalla Sovrintendenza alla direzione regionale per i Beni culturali spiega il sindaco, Bruno Garlaschelli . Abbiamo chiesto un incontro, ora, fra i vari enti per cercare di capire come accelerare i tempi perché l'obiettivo sarebbe quello di riaprire il museo prima dell'estate». Un passo indietro. A metà ottobre alcuni turisti denunciarono l'impossibilità visitare il sito perché, all'epoca, il custode era in ferie. Iniziò, come sempre, il rimbalzo di responsabilità. La Sovrintendenza ai Beni culturali e paesaggistici chiarì che non era suo compito quello di garantire il buon funzionamento e la gestione del museo, perché la sua competenza si limitava alla tutela e alla salvaguardia del patrimonio. Ma quale fosse l'ufficio del ministero preposto a tale funzione, nessuno seppe indicarlo con precisione. Qualcuno parlò della direzione generale per i Beni librari e gli Istituti culturali. Altri dell'Archivio di Stato. Ma, al di là delle competenze, il vero problema era e resta quello dei soldi. In altre parole, mancano i fondi per gestire al meglio i musei. Non solo quello della Certosa. Perché per farlo funzionare bisogna non solo pagare il personale, ma anche prevedere sistemi di sorveglianza e manutenzione. In ogni caso, la Sovrintendenza segnalò a Roma la vicenda. Ed infatti, qualche giorno dopo, la questione trovò eco anche alla Camera, grazie ad un'interpellanza parlamentare che inserì la discussione in seno alla commissione Cultura, scienza e istruzione al primo dibattito utile. Si voleva sapere «quali misure si intendeva prendere per la riapertura del sito artistico dell'abbazia». Quale risposta sia stata data, se è stata data, nessuno lo sa. Risultato, in quattro mesi nulla è cambiato. Si era interessata del problema anche la Provincia. L'assessore al Turismo, Renata Crotti, si era detta pronta a fare la sua parte «studiando una soluzione» per sbloccare la vicenda. La Crotti, proprio ieri a Milano in occasione dell'apertura del Bit (Borsa internazionale del turismo) ammette però che «tutto è ancora nelle mani del ministero dei Beni culturali». «Purtroppo non c'è niente di concreto prosegue . Ma mi informerò al più presto». «Sta andando tutto a rilento, troppo riconosce pure il sindaco di Certosa . Il nodo della questione, purtroppo, resta quello del custode e di una guida. Ma prima devono accelerare i tempi per il passaggio di competenze fra un ente e l'altro».