La giunta provinciale sull'orlo di una crisi. Una giornata ad alta tensione nel palazzo di piazza Matteotti, non si era mai arrivati a tanto in otto anni di amministrazione di centrosinistra. Il presidente Amato Lamberti bacchetta l'assessore diessino Guido Riano. Riano non risponde ma i Ds fanno quadrato intorno a lui. Dimissioni scongiurate. Si litiga anche tra Ds, Riano non accetta le punzecchiature dell'assessore Luca Stamati sulle modalità di approvazione del Ptcp. Appunto, al centro dello scontro ancora il Ptcp, il piano territoriale di coordinamento provinciale e le accuse degli ambientalisti di rischio di scempi nelle aree agricole e in Costiera sorrentina, proprio qui, nell'unica Provincia presieduta da un verde. Lamberti, in mattinata nel corso di un incontro con gli ambientalisti che contestano il piano, aveva proposto: «Nominerò un comitato di garanti, visto che non sono un urbanista e ho bisogno di capire se veramente le indicazioni di vincoli forti nelle aree da proteggere è stata rispettata». Parole che lasciano chiaramente intendere uno scavalcamento delle posizioni dell'assessore, una sfiducia manifesta, anche se non dichiarata, perché Riano è un urbanista, oltre che l'assessore alla pianificazione urbanistica. Se il presidente ha bisogno di garanti, o di consulenti, come li chiamerà qualche ora più tardi, è evidente che qualche problema c'è. Riano sceglie di non polemizzare. Anche perché nel corso dell'incontro con gli ambientalisti è costretto a subire un attacco da Guido Donatone, il responsabile di Italia Nostra: «Apertura di fiducia per le buone intenzioni dichiarate dalla Provincia, ma non discutiamo con chi ha preparato il piano. L'assessore si dimetta». La Quercia convoca un vertice d'urgenza, riunione che si prolunga e che fa slittare la giunta convocata nel pomeriggio. Alla fine i diessini dettano le condizioni: «Riano non si tocca. Comitato di garanti, non se ne parla. Slittamento dei termini? Decida il Consiglio, perché comunque ci sono i tempi e la volontà di correggere eventuali errori». E così in serata sul tavolo della giunta ognuno schiera le sue carte. Lamberti riduce il comitato di garanti a suoi consulenti e si riserva di nominarli scegliendoli tra esperti di chiara fama a livello nazionale. «È solo un caso che l'assessore sia un urbanista - tranquilizza Lamberti - il piano è stato preparato dai tecnici coordinati dal professor Marcello Vittorini, del gruppo dei consulenti faceva parte anche l'agronomo Antonio De Gennaro che ora lo contesta. Se voglio acquisire dei pareri è perché ritengo di dover dare tutte le garanzie sulla volontà, che è di tutta la mia giunta, di tutelare l'ambiente». Ma intanto oggi in Consiglio provinciale le posizioni differenziate sono destinate a riproporsi: Rifondazione dice sì allo slittamento oltre il quattro dicembre dei termini per la presetazione delle osservazioni, i Ds dicono no, la Margherita fa altrettanto, i Verdi, con il capogruppo Rino Nasti, a questo punto sono indecisi e forse tenteranno la mediazione. L'opposizione annuncia battaglia. Sul tavolo del Consiglio un documento congiunto di Italia Nostra, Wwf, Coldiretti, associazione Gaia. «Il piano - si legge - nell'attuale formulazione non garantisce la tutela del territorio. Per noi quattro sono le richieste irrinunciabili. La prima: stralcio dalle aree di riqualificazione urbana di tutte le zone interessate a piani paesistici. La seconda: salvaguardia in tutte le altre zone degli spazi agricoli esistenti. La terza: verifica di tutti i nuovi insediamenti produttivi. La quarta: motivare i criteri dei 100mila nuovi vani quando si può far fronte all'esigenza con l'adeguamento del patrimonio edilizio esistente».