BELLAGIO Una cinquantina di nuovi appartamenti. Tutti in uno dei punti più panoramici del lago, anche se a dir la verità poco baciato dal sole per lunghi periodi dell'anno. Troppi, comunque. Tanto da sollevare perplessità da una parte all'altra in merito a chi (l'attuale minoranza) ha a suo tempo redatto il Piano regolatore generale in uso e chi (l'odierna maggioranza) ha dato il suo personale avvallo all'operazione che potrebbe prendere piede di qui a qualche tempo. La giunta comunale ha recentemente visionato un importante Piano attuativo che riguarda la frazione Vergonese. All'interno dell'ex cementeria, infatti, è stato presentato un progetto edilizio di notevole portata, che porterà - qualora la pratica giungesse a compimento - alla costruzione di almeno 50 appartamenti. L'allarme è lanciato dall'ex assessore all'urbanistica, oggi in minoranza, Angelo Barindelli: «Si tratta - spiega - di quasi novemila metri cubi, dei quali poco meno di 6mila residenziali e quasi 3mila a destinazione turistico alberghiera. Stiamo parlando di una cinquantina circa di appartamenti, all'interno di palazzine collegate tra loro come in un serpentone. È una soluzione che suscita perplessità, poiché l'intervento di riqualificazione avrebbe dovuto parcellizzare le cubature ed inserirle nel verde, anche a costo di non recuperare appieno la cubatura esistente o di recuperarla nell'interrato». Fin qui lo studio previsto, che al di là dell'aspetto eminentemente estetico porterà con sé lamentano le opposizioni - problemi di altra natura che andrebbero attentamente valutati prima piuttosto che risolti a opere ultimate. Il primo in ordine d'importanza è «la portata dell'acquedotto della frazione e la possibilità di fornire i nuovi insediamenti ». C'è poi la questione del sottosuolo dell'area, per tanti anni interessato dalle gallerie dell'ex-miniera. Per un verso, il Comune avrebbe negato qualsiasi ipotesi di «utilizzare il sito minerario solo a scopi turistici» come proposto lo scorso anno da alcuni privati interessati a una simile iniziativa. Dall'altro, aleggia sullo sfondo «il problema della stabilità delle gallerie», che anche il municipio ha inteso valutare attraverso un geologo. Per il sindaco Mario Gatti, «la minoranza ha forse capito che la migliore difesa dei suoi madornali errori è l'attacco», ritenendo che per i suoi oppositori «intervenire su questi argomenti è come lanciare boomerang». «L'intervento - afferma Gatti - non è stato programmato da noi ma dal Piano regolatore generale, adottato dalla precedente amministrazione, prevedendo volumetrie folli. Quando il Prg attribuisce il diritto di utilizzare una volumetria è molto difficile, se non impossibile, negare il diritto acquisito dal proprietario del terreno. Solo la modifica del Prg lo può fare, ma questo non è attualmente possibile perchè la legge regionale non consente modifiche, nemmeno in senso restrittivo. Per ridurre la volumetria bisogna adottare il nuovo strumento urbanistico, il Pgt, che è molto complesso e richiede tempi molto lunghi. La commissione ambientale e già intervenuta riducendo al minimo l'impatto ambientale. La pratica è corredata da perizie geologiche e sono state poste condizioni, vincoli, impegni e garanzie per il potenziamento dell'acquedotto a spese di chi fa l'intervento. Il Comune, dal canto suo, ha conferito un incarico a un geologo per controllare gli elaborati dei privati, anche in sede attuativa».