C'erano il leader dell'Udc Pierferdinando Casini, il senatore azzurro Massimo Baldini e il direttore Arturo Diaconale, ieri a Roma al raduno nazionale di Fareambiente. Ma c'erano anche sindaci e imprenditori provenienti da tutta Italia, professori universitari e studenti, consiglieri comunali e liberi professionisti. Il movimento ecologista nato la scorsa estate ha chiamato a raccolta i suoi generali e le sue truppe. Un piccolo esercito armato di tanta voglia di "fare" che si è raccolto intorno al presidente Vincenzo Pepe per parlare di programmi e progetti, di come superare i veti dell'ambientalismo imperante, quello del "no", che blocca lo sviluppo delle infrastrutture e del Paese. Dietro il tavolo della presidenza accanto a Pepe c'era il professor Francesco Sisinni, che per venticinque anni è stato l'eminenza grigia del ministero dell'Ambiente e dei beni culturali dove ha visto sfilare ben diciotto ministri. Aperti i lavori hanno preso la parola uno dopo l'altro i coordinatori regionali e provinciali del movimento, reduci dal viaggio più o meno lungo che li ha portati nella Capitale per raccontare, nel solo minuto di tempo a disposizione, cosa non va e cosa dovrebbe essere fatto nella loro regione. È senza dubbio un successo quello di Fareambiente. Un successo testimoniato innanzitutto dai numeri. In soli otto mesi, dalla presentazione ad oggi, gli iscritti al movimento sono passati da poche decine a oltre ventimila. Ventimila persone di diverso colore politico e provenienti dalle professioni più disparate unite dalla voglia di riavviare lo sviluppo dell'Italia partendo da una politica ambientale sostenibile che sappia promuovere e valorizzare il territorio. Una forza numerica che non è sfuggita alla politica, come dimostra la presenza del leader Udc che ha chiesto a Fareambiente di contribuire alla stesura del programma elettorale del suo partito ed è arrivato persino a offrire accoglienza a chi volesse candidarsi. "Credo molto in Fareambiente ha detto Casini perché dobbiamo levare ai Verdi il monopolio della politica ambientale, non dobbiamo essere subalterni alla cultura del no creata da Pecoraro Scanio. I moderati devono capire che l'ambientalismo va coniugato con il capitale e con l'impresa". "A voi - continua Casini - chiedo una collaborazione per la stesura del programma che presenterò il primo marzo. Mi aspetto che Fareambinete sia il maggior fornitore di idee su questo tema. Se poi qualcuno volesse scendere in campo - chiude il leader dell'Udc - siamo pronti ad accoglierlo. Ma non voglio fare promesse altisonanti perché la mia non sarà una campagna elettorale basata sulle promesse ma sarà una battaglia impostata sul richiamo degli italiani al dovere e ai sacrifici, fra cui rientra quello di accettare le discariche sul proprio territorio quando è necessario farlo". Da parte sua, il direttore de L'Opinione ha offerto un contributo alla causa assicurando di dare voce alle battaglie e alle iniziative del movimento "Negli interventi di chi mi ha preceduto - ha detto Diaconale - ho colto l'irritazione per l'eccesso di chiacchiere e di parole, purtroppo devo dire che il nostro sarà un contributo di parole. Perché è necessario avere buone parole per compiere una rivoluzione. E prima di tutto bisogna fare una rivoluzione contro la cultura del no, e poi bisogna passare all'azione, entrare nelle istituzioni. L'Opinione - concluso - porterà le istanze del movimento a livello nazionale". Un'idea che dentro il movimento piace a molti, quella dell'impegno in politica. Tanto che Sisinni invita Pepe a non tirarsi indietro, sebbene il presidente per ora preferisca glissare sull'argomento: "ora che i Verdi si sono sciolti nella Sinistra Arcobaleno la nostra battaglia è più che mai ideologica, siamo rimasti il solo movimento totalmente ambientalista. Per il resto - chiude Pepe - valuteremo".
L'Ambiente che dice sì. Raduno nazionale di Fareambiente: intervenuto anche Casini
Ieri a Roma si è tenuto un raduno nazionale di Fareambiente, un movimento ecologista nato la scorsa estate. Il movimento ha chiamato a raccolta i suoi generali e le sue truppe per parlare di programmi e progetti per superare i veti dell'ambientalismo imperante. Il presidente di Fareambiente, Vincenzo Pepe, ha detto che il movimento è senza dubbio un successo, con oltre ventimila iscritti in otto mesi. Il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, ha chiesto alla presidenza di Fareambiente di contribuire alla stesura del programma elettorale del suo partito.
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