Un accordo consolidato nel tempo, quello tra Roberto Conte e i fratelli Buglione: dalla presunta raccomandazione, al sostegno elettorale nel corso delle primarie del Pd nell'area vesuviana. Il consigliere regionale «non esita a spendersi allo scopo di favorire la nomina di dirigente della Soprintendenza di Pompei di una persona segnalatagli proprio dall'imprenditore Antonio Buglione». Lo spiega il pm Beatrice, nel corso della conferenza stampa di ieri: «Buglione chiese a Conte di raccomandare il professore Antonio De Simone perché diventasse soprintendente, sotto l'aspetto amministrativo, a Pompei. De Simone è stato effettivamente nominato». Una nomina sulla quale va fatto un inciso, che riguarda la contrarietà espressa al ministero dal Sovrintendente Pier Giovanni Guzzo. Fatto sta che Conte agisce a tutto campo, tanto da chiedere informazioni all'onorevole Donato Mosella, capo della segreteria politica di Francesco Rutelli: al termine di una riunione al ministero per i Beni culturali, il consigliere chiama Buglione e dice: «Entro mercoledì avesseme ave' la nomina fatta». Conte ne parla anche con il presidente della Provincia di Salerno Angelo Villani (estraneo all'inchiesta) finita agli atti: «Ha preso il curriculum, nu professore, comunque poco amministrativo - dice Villani - comunque ha detto isso, s'amma ffa 'a facimma». Ottenuta la nomina, Conte si dice preoccupato per le cose apprese dal suo collega Martusciello: «Me dicette Robé, chisto tene nu fratello con l'Udc e nu fratello con Forza Italia». Poi c'è il capitolo elettorale. Dice il gip Laviano: «Dal tenore delle telefonate si capisce che Buglione era uno dei cosiddetti grandi elettori a cui Conte faceva affidamento per la vittoria dei suoi candidati nazionali e regionali». Il gip dice: «Appare chiaro che gli amici da galvanizzare sono i Buglione e coloro che gravitano intorno agli imprenditori nolani, tenendo anche presente che Rosa Buglione (sorella dei due indagati), sindaco del Comune di Saviano, sarà capolista di Rutelli nelle primarie del partito Democratico». Al telefono Roberto Conte detta la sua lista: «Scrivi, due candidati di Somma Vesuviana, un maschio e una donna. Stai scrivendo? Due a Pomigliano d'Arco, nu maschio e na donna. Andiamo da De Simone che ci doveva dare un nome per Sant'Anastasia. Poi, scrivi 'sti comuni...»: segue una lunga lista di municipi vesuviani dove stavano partendo le primarie del Pd. l.d.g.
CAMPANIA : i verbali - indagini sulle nomine
Il consigliere regionale Roberto Conte ha stretto un accordo con i fratelli Buglione, imprenditori di Salerno, per favorire la nomina di un dirigente della Soprintendenza di Pompei. Buglione ha chiesto a Conte di raccomandare il professore Antonio De Simone, che è stato effettivamente nominato. La nomina è stata oggetto di una contrarietà espressa dal Sovrintendente Pier Giovanni Guzzo. Conte ha agito a tutto campo, chiedendo informazioni al capo della segreteria politica di Francesco Rutelli e al presidente della Provincia di Salerno Angelo Villani. La nomina di De Simone è stata vista come un esempio di come Conte abbia favorito i suoi amici e i loro connazionali.
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