Bloccato il progetto di trasformazione in centro benessere Visita con il nuovo soprintendente Elio Garzillo al rudere dell'ex ospedale del Poetto. «Se l'ex ospedale Marino dovesse rimanere in queste condizioni sarebbe uno scandalo». Elio Garzillo dal 2 gennaio è il nuovo soprintendente per i Beni culturali e paesaggistici della Sardegna. In una giornata fredda e ventosa solleva lo sguardo sconsolato su quella che un tempo era la colonia Dux, l'imponente costruzione ideata dall'architetto Umberto Badas durante il fascismo e oggi ridotta a rudere. I progetti per trasformarla, dopo anni di abbandono totale, in un centro benessere sono inesorabilmente fermi al palo. La gara per la realizzazione di un beauty center è stata aggiudicata il 21 maggio dell'anno scorso, ma successivi vincoli, ricorsi al Tribunale amministrativo e titoli di proprietà non posseduti dalla Regione (Ente gestore) hanno di fatto reso non più economicamente valido il progetto dell'associazione di imprese vincitrice. I VINCOLI. Elio Garzillo, un amante dell'estetica e della cultura, con la fobia della macchina fotografica, difende d'ufficio le scelte fatte dal suo predecessore. Il decreto firmato il 19 settembre del 2007 da Paolo Scarpellini, poi trasferito in Calabria, vincola il vecchio ospedale Marino e lo dichiara di interesse culturale, storico e artistico ... e rimane quindi sottoposto a tutte le disposizioni di tutela . Non è una chiusura totale. Il parere per il recupero dell'opera è favorevole a patto che si rispettino quattro indicazioni fondamentali: i pilastri e i setti relativi alla primitiva costruzione dell'edificio devono essere integralmente conservati e restaurati; non deve essere modificato il livello attuale dei solai; deve escludersi la realizzazione di manufatti di arredo negli spazi circostanti all'edificio, quali vasche, fontane, stradelli e aiuole; deve escludersi la realizzazione di nuovi manufatti sopra la copertura dell'edificio . NESSUNA SORPRESA. Perché queste limitazioni spuntano fuori 4 mesi dopo l'aggiudicazione della gara per l'ex ospedale del Poetto? «Quel decreto non era un atto dovuto. La leggi stabiliscono che gli immobili dello Stato più vecchi di mezzo secolo possono essere tutelati. Non si venga quindi a dire che l'atto del mio predecessore è una scelta arbitraria. Che l'ex colonia Dux è un esempio di razionalismo da conservare era una questione nota e già ampiamente pubblicizzata. D'altra parte - continua Garzillo - se si fosse ritenuta una cubatura qualsiasi si sarebbe potuto raderla al suolo. Non dimentichiamoci, oltretutto, che l'edificio è vicino a una Torre spagnola. Se poi qualcuno degli interessati avesse ritenuto ingiuste le conclusioni del decreto avrebbe potuto presentare ricorso al Tar. E così non è stato. Ne avrebbero avuto tutto il tempo, visto che il procedimento di dichiarazione d'interesse culturale è antecedente all'aggiudicazione e risale a febbraio del 2007». AMAREZZA E SCONFORTO. A due passi dalla recinzione che dovrebbe proibire l'ingresso nell'edificio pericolante, l'architetto Garzillo non riesce a nascondere lo sconforto e l'amarezza per «un'opera che va recuperata a tutti i costi ». Entrare non è complicato, ma pericoloso. L'accumulo di sabbia di fronte alla facciata concava dell'edificio, quella che si affaccia sul mare, è uno scivolo naturale che permette di raggiungere con facilità un punto in cui la rete di protezione è bucata. Per entrare nell'ex ospedale basta scavalcare il davanzale dell'unica finestra non murata. Dentro il buio è totale, così come il degrado. I muri sono pasticciati e anneriti da falò improvvisati, c'è immondizia dappertutto. Ogni cosa è stata cannibalizzata. «Il centro benessere è un'occasione straordinaria, da non perdere. Vederlo in queste condizioni - conclude il soprintendente - fa stringere il cuore. E questo non è giusto per la città, per la storia e per la cultura». Amen.