All'indomani della sentenza del Tar Sardegna che ha annullato la dichiarazione di notevole interesse pubblico della collina di Tuvixeddu in Cagliari, i sottoscritti professori e ricercatori dell'Università di Sassari, intendono ribadire il proprio impegno a favore della tutela del patrimonio archeologico, storico e monumentale di un luogo che ha conservato una delle più grandi necropoli puniche e romane del Mediterraneo nonostante le devastazioni degli anni '60. Il colle di Tuvixeddu-Tuvumannu-Is Mirrionis rappresenta un elemento di fondamentale importanza per il paesaggio storico di Karalis, se veramente la percezione paesaggistica originaria del "luogo" è legata al "sistema dei colli", a tal segno da essere generatrice del nome stesso di Cagliari, in età preistorica o protostorica. Il perno paesaggistico-culturale dell'area sottoposta dalla Regione sarda a dichiarazione di notevole interesse pubblico è costituita essenzialmente da Tuvixeddu, sede di una vastissima necropoli connessa all'insediamento urbano di Krly esteso sulla costa orientale della laguna di Santa Gilla e sede al piede occidentale di una necropoli romana monumentale, disposta su terrazze e gravitante sulla sezione finale della via a Turre Karales. Con tutta evidenza appaiono insufficienti i vincoli archeologici finora definiti, a partire dal 1962 quando fu vincolata un'area di poco superiore ad un ettaro di superficie; tale ambito fu poi esteso a dodici ettari nel 1996, mentre l'opportuna decisione della Commissione provinciale per la tutela delle Bellezze naturali della provincia di Cagliari adottata nel 1997 non arrivò a definire la normativa sulle singole aree del vasto complesso areale vincolato, esteso tra Viale Sant' Avendrace, Via Is Maglias, Piazza d' Armi, Via Vittorio Veneto, Viale Trento. Nel rispetto dovuto a tutte le sentenze della magistratura, i sottoscritti intendono esprimere una totale condivisione delle motivazioni in primis etiche, ma anche scientifiche che hanno guidato la Commissione regionale prevista dall'articolo 137 del decreto legislativo 22 Gennaio 2004, numero 42, competente a svolgere il compito di suggerire proposte in riferimento alla Dichiarazione di notevole interesse pubblico degli immobili e delle aree. Tale Commissione è stata costituita dalla giunta regionale alla fine del 2006, chiamando a farne parte personalità di alto rilievo scientifico, dotate di un adeguato curriculum per poter partecipare alla formulazione di proposte per la Dichiarazione di notevole interesse pubblico di Beni paesaggistici. A sostegno del lavoro scientifico portato avanti dalla Commissione hanno speso la propria parola e il proprio impegno studiosi di altissima caratura che hanno trovato una significativa sintonia con l'intera comunità scientifica. I sottoscritti intendono unire la propria voce a quella dei molti che difendono un patrimonio paesaggistico e culturale di straordinario valore e si preoccupano soprattutto per il possibile sviluppo di iniziative imprenditoriali nelle aree più delicate e più significative sul piano identitario, accanto al degrado del patrimonio archeologico. Piero Bartoloni, professore ordinario di Archeologia fenicia e punica Antonello Mattone, direttore del Dipartimento di storia Marco Milanese, professore ordinario di Archeologia medievale Alberto Moravetti, professore ordinario di preistoria e protostoria Aldo Maria Morace, preside della facoltà di Lettere e Filosofia. Hanno aderito: Giuliana Altea, Donatella Carboni, Luciano Cicu, Filippo Dettori, M. Francesca Dettori, Giuseppina Fois, Sebastiano Ghisu, Giuseppina Manca, Marco Manotta, Attilio Mastino, Carmelo Meazza, Giuseppe Mele, Giuseppe Meloni, Alberto Merler, Alberto M. Mura, Maria Lucia Piga, Giovanna Pintus, Marco Rendeli, Paola Ruggeri, Giuseppe Serpillo, Gianfranco Sias, Fausto Telleri, Arcangelo Uccula, Andrea Vargiu, Barbara Wilkens