ROMA «Se bello e utile entrano in conflitto lultima parola spetta ai cittadini. Non si può fare violenza sulla loro sensibilità, un progetto si porta avanti se lo vuole la maggioranza delle persone. E la decisione deve essere presa con un processo democratico, evitando larroccamento fanatico di una posizione contro laltra. Oggi noto invece scarsa attitudine al confronto su questi temi, sia che si tratti di progetti come quello del Ponte sullo Stretto che della Tramvia di Firenze». Il filosofo della Scienza Giulio Giorello, da parte sua, è «per difendere i diritti del bello contro lutile», ma rispetto ai progetti che nel nostro paese hanno sollevato polemiche e prodotto lo scontro tra posizioni opposte dice di essere «più perplesso sul metodo seguito per decidere che sul contenuto delle opere». Spetta dunque ai cittadini decidere sul paesaggio? «Non deve prevalere la visione di una casta politica su una determinata opera, ma timori e impressioni delle persone devono trovare espressione. Se non si seguono politiche democratiche su progetti che raccolgono opinioni contrapposte, poi non bisogna sorprendersi se le proteste trovano una tribuna dai vari Grillo o Fiorello» E lei che cosa pensa, cosa deve prevalere: lutilità di un progetto o limpatto estetico dello stesso? «Le valutazioni vanno fatte caso per caso. È possibile trovare soluzioni che non compromettano la bellezza di un luogo, come ad esempio è accaduto per la tramvia di Lisbona. Ma credo che difendere il bello sia anche utile. La difesa del patrimonio culturale e ambientale è un buon affare: sia per la nostra qualità della vita sia sul piano educativo per le nuove generazioni. La bellezza non è délite, preservarla è una battaglia democratica». E se un progetto spacca lopinione pubblica, è legittimo cercare soluzioni alternative? «Quando un progetto rischia di deturpare il patrimonio culturale o ambientale non bisognerebbe smettere di cercare soluzioni alternative, valutando il loro impatto nel breve e nel lungo periodo. Ma anche la percezione estetica si trasforma nel tempo: alle pale per lenergia eolica potrebbe accadere quel che è avvenuto ai mulini a vento. Non piacevano e oggi sono considerati caratteristici».
"Ma lestetica non è solo élite"
Il filosofo Giulio Giorello esprime preoccupazione per il metodo seguito per decidere su progetti che raccolgono opinioni contrapposte, come il Ponte sullo Stretto e la Tramvia di Firenze. Secondo lui, i cittadini dovrebbero decidere su progetti che raccolgono opinioni contrapposte, evitando la visione di una casta politica. Il direttore di "La Repubblica" sostiene che le valutazioni vanno fatte caso per caso e che è possibile trovare soluzioni che non compromettano la bellezza di un luogo. La difesa del patrimonio culturale e ambientale è un buon affare, sia per la qualità della vita che per l'educazione delle nuove generazioni.
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