La tappa si chiama Salerno-Costiera Amalfitana ed è segnata nell'itinerario 64 della Msc Rhapsody. Otto giorni pensati soprattutto per i turisti del nord-Europa in un tour di carattere culturale: dopo Salerno si scende a Taormina, Malta-La Valletta, Tunisi-Cartagine, Olbia-Costa Smeralda, Genova, Livorno-Firenze. Da marzo a ottobre si prevede un movimento di 30mila persone. Il giorno di Salerno è il lunedì e nelle ore della sosta, dalle 15 alle 18, i turisti troveranno tutti i monumenti aperti. È l'ultimo sforzo dell'amministrazione comunale per prendere il progetto «Salerno città turistica» dal capo: rivoluzione urbanistica in corso, raddoppio dei posti letto con l'apertura del Grand Hotel Salerno e l'incoraggiamento al settore extralberghiero dei bed and breakfast, affittacamere e ostelli, e adesso «Monumenti sempre aperti» che apre tutti i giorni San Pietro a Corte (ambiente inferiore), Museo didattico della Scuola Medica Salernitana e rafforza il personale al Giardino della Minerva. Novità nella novità, in questi tre siti saranno allestiti info point, rivolgendosi ai quali sarà possibile visitare le chiese di Sant'Andrea de Lama, Santa Maria de Lama, San Salvatore, San Pietro a Corte (cappella palatina), Santa Maria dei Barbuti. La firma congiunta è assessorato al Turismo e Soprintendenza Bappsae. Passione massima e sforzo economico minimo: 80mila euro cofinanziati dalla Regione Campania che, spiega l'assessore Enzo Maraio, rientrano in una delibera da 260mila euro (di cui 150 in arrivo dalla Regione). Con questi a breve tempo si doterà il territorio di video-audio guide, dell'Informator 3000 a piazza della ferrovia, di targhe, tabelloni, cartelli stradali e pannelli per i bambini. Insomma la città turistica nasce così e appare sui cataloghi delle crociere come «la città dell'Antica Scuola Medica conosciuta in tutto il mondo per i suoi precetti salutisti dedicati al corpo ed allo spirito».Turno iniziale per l'apertura dei monumenti é martedì-domenica dalle 10 alle 13 e lunedì dalle 15 alle 18. L'apertura dei primi nove siti si andrà ad aggiungere alle chiese già aperte di San Benedetto (ore 9,30-12,30), San Giorgio (ore 10-12,30), Crocifisso (ore 9-12,30 e 16,30-19), Cattedrale di San Matteo (ore 8-19). Monumenti, quelli che già da questa settimana sono aperti al pubblico e che «trent'anni fa non esistevano». È un excursus storico affascinante quello tracciato da Mariella Pasca della Soprintendenza per parlare di un recupero del centro storico dal dopo terremoto in poi. Vicoli off limits, terra di spaccio e di prostituzione, hanno visto il recupero di palazzi fatiscenti e di tesori nascosti, l'apertura di locali notturni e botteghe artigiane. In quest'ottica nasce anche «Monumenti sempre aperti» («non solo a maggio o per brevi periodi», sottolinea la Pasca), che valorizza strutture e percorsi fino a poco tempo fa noti solo agli addetti ai lavori. A tenere i monumenti aperti provvederanno l'associazione Erchemperto, il Gruppo archeologico salernitano e l'associazione Il centro storico, che da anni operano sul territorio salernitano e sono state indicate dalla Soprintendenza. Presso gli info point sarà anche possibile immaginare degli itinerari da seguire. Sono stati già proposti: «Sulle tracce del Chronicon Salernitanum», che segue il racconto dell'opera del X secolo. Ad accompagnare il turista in questo percorso è il monaco benedettino che lavorò all'interno dello scriptorium del cenobio di San Benedetto e con cui viene identificato l'anonimo autore. «La via dei Mercanti» parte dal XIII secolo, si tuffa nell'anima economica e commerciale che collega il porto con la foce dell'Irno, fuori dai confini storici. Il terzo itinerario ricostruisce la storia della città di Salerno attraverso i suoi monumenti e i segni evidenti sul territorio: facciate di edifici nobiliari, complessi monumentali, colonne romane, finestre longobarde, grandi portali, androni e scalinate del Settecento.