Pier Paolo Pasolini prova a tornare nella sua città natale. E prova a tornare raccolto in quei faldoni custoditi dal fondo omonimo ospitato nelle sale della Fondazione Di Vittorio a Roma. Le tracce di Pasolini, le sue fotografie, filmati e carte autografe arriveranno sotto le Due Torri per essere ospitato dalla Nuova Cineteca di Bologna, l'ente principe in Italia per la nuova cinematografia presieduto da Giuseppe Bertolucci e diretto da Gianluca Farinelli. «È un ritorno a casa», sono le prime parole che dice il regista parmense, fratello di Bernardo (anch'egli regista), prima di annunciare una conferenza stampa pubblica per domani sempre a Bologna. «Non parlate di ritorno a casa - ha detto Graziella Chiarcossi, cugina di Pasolini, nato a Bologna il 5 marzo del 1922 -. È sicuramente uno straordinario lavoro di raccolta ma l'originale di mio cugino è raccolto presso il Gabinetto Vieusseux di Firenze. «È di estremo interesse - precisa Giuseppe Bertolucci - che il Fondo possa finalmente trovare un luogo come la biblioteca della Cineteca, a disposizione di tutti gli studiosi». Gli innumerevoli materiali pasoliniani sono stati raccolti, nel corso di oltre vent'anni, dal lavoro e dalla ricerca di Laura Betti, amica intima del poeta delle Ceneri di Gramsci. «Non ho proprio voglia di parlare», ha dichiarato la stessa Betti che, nel 1980, ha fondato l'«Associazione Pier Paolo Pasolini», dalla cui ricerca è nato il fondo che da Roma arriverà nei prossimi giorni a Bologna. «Dobbiamo solo attendere il trasloco dalla Capitale - prosegue Bertolucci - che, come potete immaginare, non sarà proprio semplice». Sull'autostrada del Sole, l'A 1, nelle prossime ore, infatti, transiteranno la raccolta completa delle Opere (non tutte autografe) dello scrittore-cineasta bolognese, molti degli scritti non usciti in volume («Sono decine e decine di faldoni», confermano dalla Fondazione Di Vittorio, legata alla Cgil), 5mila fotografie sulla sua vita pubblica e privata, audiocassette registrate durante vari interventi pasoliniani. Ma la lista del fondo di Pasolini è sterminata visto che il carico sull'A 1 conterrà anche tutti gli atti processuali (fotocopie di verbali, sentenze e documentazione varia legata ai processi a carico di Pasolini), venticinque faldoni con i dialoghi originali dei film e delle versioni dei suoi film in versione inglese, francese e spagnolo. E poi: resoconti di convegni, seminari, dibattiti videocassette su servizi tv, cinegiornali e altro materiale video sull'opera del Pasolini regista. Infine, alcune tra le decine di tesi di laurea scritte su di lui. «Tutto questo materiale - sottolinea il presidente della Cineteca di Bologna - è la testimonianza dell'enorme interesse che ancora ruota intorno all'opera e alla figura di Pasolini. Un interesse - precisa Bertolucci - che abbraccia ormai tutte le generazioni». L'idea di trasferire il fondo da Roma (dove, comunque, l'Associazione di Laura Betti continuerà a mantenere il proprio centro organizzativo) a Bologna era già stata lanciata tempo fa e ripresa, recentemente, anche nel corso di alcune Feste de l'Unità. «D'altra parte - continua Bertolucci -, oltre a esser nato a Bologna, Pasolini ha studiato presso il liceo "Galvani" e ha fatto qui l'università», presso la Facoltà di Lettere, Tutto il materiale proveniente dalle sale della «Fondazione Di Vittorio» sarà reso fruibile già all'inizio del 2004, visto che il fondo e invenlariato ma manca quasi totalmente di un'adeguata catalogazione. Il fondo è stato dato in affido al Comune bolognese e da questi alla Nuova Cineteca. Dal punto di vista politico, a Bologna si sono già sprecate le battute di un sindaco di centrodestra, Giorgio Guazzaloca, che «scippa» Pasolini alla sinistra che, guarda caso, proprio a Bologna, candida Sergio Cofferati, ex segretario generale della Cgil ed ex presidente proprio della «Fondazione Di Vittorio» di via Donizzetti a Roma. Quel che è certo, però, è l'accoglienza che lo stesso Cofferati aveva dato ai faldoni dell'Associazione «Pasolini» e il trasloco da Roma in Emilia-Romagna di un grande patrimonio culturale. «Sarà un'ottima occasione per tutti gli studenti di cinema: Pasolini è una personalità di culto», sono le ultime parole del presidente della Cineteca bolognese, Giuseppe Bertolucci. Per l'ente cinematografico di Bologna, infatti, l'affido del fondo dell'«Associazione Pier Paolo Pasolini» rientra in un ambito più ampio di iniziative culturali, come il recente «Premio Solinas» e gli omaggi e studi sull'opera di Ermanno Olmi.