ROMAUn emendamento alla Finanziaria per aumentare di 500 milioni di euro lo stanziamento per le forze dell'ordine. La trattativa condotta da Alleanza Nazionale con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti sembra sbloccare il problema dei finanziamenti posto più volte dal titolare dell'Interno Giuseppe Pisanu e ribadito ieri durante un incontro con il premier a palazzo Chigi. «Senza soldi - ha ripetuto Pisanu - non siamo in grado di affrontare l'emergenza terrorismo». Berlusconi gli ha garantito che la questione sarebbe stata affrontata oggi durante il Consiglio dei ministri, ma lo spiraglio è aperto e i soldi dovrebbero comunque arrivare. Secondo l'accordo, il provvedimento correttivo stanzia 500 milioni di euro l'anno fino al 2006 e questo servirebbe a garantire il pagamento di straordinari e missioni fuori sede che attualmente i poliziotti e i carabinieri sono spesso costretti ad anticipare di tasca propria. Portavo-ci del disagio delle forze dell'ordine si sono fatti il ministro Gasparri e il suo collega di partito La Russa. Del resto, durante l'ultima riunione a palazzo Chigi, era stato lo stesso vicepremier Gianfranco Fini a garantire che la vicenda sarebbe stata risolta positivamente. Sale il livello di allarme terrorismo, aumentano i bersagli possibili. Nella lista vengono inseriti adesso anche i musei, i monumenti, i centri culturali, le scuole straniere. «Dobbiamo proteggere i cittadini - ha spiegato Pisanu al presidente del Consiglio - ma per farlo dobbiamo avere i mezzi necessari». Il problema principale riguarda il pagamento degli straordinari. Finora, per mancanza di fondi, chi accumula più di 30 ore ha diritto non ai soldi, ma ai riposi compensativi e questo provoca gravi deficit nei turni di pattugliamento e sorveglianza. Nota dolente resta anche quello delle dotazioni per la Difesa Civile: mezzi necessari agli interventi in caso di calamità e soprattutto di attentati. I 500 milioni di euro promessi da Tremonti potrebbero arrivare con la «tassa sui voli», ma non è escluso anche un aumento dei tabacchi. I dettagli dovrebbero essere discussi durante il consiglio dei ministri di oggi al quale Pisanu non parteciperà perché impegnato a Bruxelles nella riunione del Consiglio dei ministri europei di Interni e Giustizia. «In ogni caso - spiegano al Viminale - il problema di questo ministero non è quello di trovare una soluzione possibile, ma di ottenere i finanziamenti necessari». In tutta Italia il dispositivo di protezione rimane al massimo livello. Oltre ai controlli sulla linea e nelle stazioni, nelle metropolitane di Roma e Milano è stato predisposto un turno di artificieri. Il comitato provinciale presieduto dal prefetto di Firenze ha invece stabilito un canale di comunicazione costante tra le forze dell'ordine e i dipendenti dei musei che dovranno creare turni di vigilanza e segnalare tutte le situazioni sospette. Allo studio ci sono anche alcune misure di difesa passiva: catene, paletti e telecamere in funzione giorno e notte per prevenire possibili azioni terroristiche.