Ritrovati in un negozio di Palermo, dove erano in vendita. Il viaggio dei cinque dipinti rubati nel santuario di Santa Maria delle Grazie nella primavera del 2003 si è fermato nel capoluogo un anno dopo. E adesso le tele, dopo un doveroso restauro effettuato dalla sovrintendenza ai Beni culturali, sono tornate a casa: da ieri sono esposte nella chiesa di rito greco di Maria Santissima Assunta. La ricettazione è stata scoperta da due carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, Antonio Di Garbo e Giuseppe Castelli, che hanno individuato prima uno dei quadri («San Pietro e il gallo») e poi sono riusciti a risalire agli altri quattro, che erano stati arrotolati e che erano conservati sempre nello stesso negozio. I due militari hanno raccontato la loro esperienza agli studenti dell'istituto comprensivo palazzese nell'ambito di una giornata dedicata alla legalità, alla quale hanno partecipato, fra gli altri, anche Giuseppe Iacoviello, comandante della compagnia dei carabinieri di Lercara Friddi, Filippo Ruffa, comandante della guardia di finanza di Ba-gheria, il sindaco Salvatore Masaracchia, reparca di Piana degli Albanesi Sotir Ferrara, il dirigente scolastico Antonino Milazzo, e papàs Sepa Borzì. A coordinare il progetto sulla legalità i docenti Lorenzo Sagona e Sal-vatore Vallone. Le cinque opere («San Pietro e il gallo», «Sant'Onofrio», «Santa Lucia», «San Vito» e «San Sebastiano») sono state realizzate in un'epoca che va dalla prima metà del XVI fino al XVII secolo e si trovavano nel santuario della Madonna delle Grazie, luogo di meditazione per gli eremiti, quando sono state rubate nel 2003. Con essi è stato portato via anche un sesto quadro, raffigurante la Madonna del Lume, che però non è stato ancora recuperato. Dal valore artistico non eleva-tissimo, i dipinti sono un'inestimabile fonte di conoscenza del periodo storico in cui sono stati realizzati: da essi è possibile desumere culti religiosi, ma anche risalire ai committenti. Durante l'incontro tra studenti e forze dell'ordine, su «La tutela del patrimonio artistico e il controllo del territorio», i ragazzi della scuola di Palazzo hanno anche espresso il loro modo di intendere il valore della legalità con poesie, cartelloni e piccole riflessioni.