CASLINO D'ERBA - Nell'ultimo quinquennio, sul suo futuro se ne sono dette e scritte di ogni tipo. Vendere l'intero immobile, ristrutturare il tetto e poi attendere finanziamenti per recuperare il resto, alienare una parte dell'edificio e, con i proventi, finanziare il recupero di quanto rimasto di proprietà municipale. Di fatto però nessuno si è mai fatto avanti per acquisire Ca' Pecori e, dopo anni di tentativi di asta andati desolatamente a vuoto, nonostante perizie più che abbordabili (300 euro al metro quadrato) a testimoniare la volontà del Comune di andare incontro alle esigenze dei compratori, e ipotesi su una sua possibile sistemazione, il municipio ancora attende che qualcosa si muova. Sfumato, almeno per il momento, ogni tentativo di messa sul mercato, nemmeno la proposta di concedere gratuitamente lo storico palazzo di Caslino al Fondo ambiente italiano o, ancor più recentemente, all'Ordine dei Templari ha trovato terreno fertile, con il risultato che sempre più tra gli amministratori comunali serpeggia lo sconforto. Da punta di diamante del centro storico, un edificio che secondo le tesi più ardite potrebbe avere anche mille e più anni di storia, Ca' Pecori si trova sempre al suo posto senza che alcuno la corteggi; destino quanto mai desolante per un immobile magari anche un po' ingombrante, ma comunque di un certo pregio. «Mi spiace ammetterlo commenta il sindaco Giorgio Locatelli - ma non c'è alcun reale interesse di mercato su Ca' Pecori. Nessuno infatti ha avanzato richieste di alcun tipo e, addirittura, pur offrendo lo stabile in uso gratuito ci è stato risposto picche. Come ho già avuto modo di dire, il Comune non ha una capacità economica tale da permettersi il recupero di questo immobile, quindi la situazione non è affatto rosea». E dire che, anche negli ultimi mesi, di tentativi ne sono stati fatti. Almeno due stando al Comune -, nessuno dei quali ha però sortito effetti. A settembre il primo sopralluogo delle delegazione Fai Brianza-Laghi. Di lì a poco la risposta della sede nazionale, che non ha lasciato alcuno spazio di trattativa. «Grazie, ma non lo vogliamo», questo il senso del messaggio. Di lì a un paio di mesi, una seconda chance. Questa volta a presentarsi è stato l'Ordine dei Templari, che dopo avere chiesto la disponibilità del Comune a cederlo in uso gratuito, ha inviato per ben due volte a Caslino i suoi emissari. Sembrava fatta, poi la doccia fredda. La ristrutturazione è fuori portata. Punto e a capo. E così, nonostante gli inquilini oggi ospitati al suo interno siano solo due, l'edificio che fu donato al Comune nel 1985 dalla nobile Angelina Colombo Pecori non interessa proprio a nessuno. Né gli approcci del 2003 e la prima perizia di stima (507mila euro per oltre 1.400 metri quadrati di superficie in vendita), né il bando del 2006, né infine l'asta 2007 e i successivi approcci con Fai e Templari hanno dato i frutti sperati; segno di un'assenza d'interesse che, a dirlo è lo stesso Locatelli, «preoccupa molto» gli amministratori.
Caslino regala un castello ma nessuno vuol prenderlo
Il Comune di Caslino d'Erba ha tentato di vendere o ristrutturare l'immobile Ca' Pecori, ma nessuno ha mostrato interesse. Nonostante perizie e proposte, l'edificio è rimasto inutilizzato. Il sindaco Giorgio Locatelli ammette che non c'è alcun interesse di mercato e che il Comune non ha le risorse per recuperare l'immobile. Negli ultimi mesi sono stati tentati diversi approcci, ma senza successo. L'Ordine dei Templari ha anche proposto di utilizzare l'edificio in uso gratuito, ma la ristrutturazione è stata considerata impossibile. L'immobile, che fu donato al Comune nel 1985, rimane senza destinatario.
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