La soprintendenza è una garanzia per la tutela del centro storico. Deve ancora ricevere il progetto esecutivo del Civis. Ha un massimo di quattro mesi, per dare un parere, vincolante. Se chiederà chiarimenti, è ovvio, il cantiere di Strada Maggiore non potrà slittare di poco. Si dovrà andare all'estate successiva. Pazienza. Comunque gli ingegneri dei Lavori Pubblici sono molto fiduciosi. Il filobus, garantisce anche l'Atc, non avrà un impatto negativo sui monumenti. Io sono dello stesso parere». Carmelo Adagio, presidente Verde del San Vitale, rimpiange sempre il tram sui binari ed è quasi preparato rassegnato? all'ipotesi di un ritardo. «La Soprintendenza si deve prendere tutto il tempo di cui ha bisogno insiste . Non mi preoccupa arrivare un po' dopo. Lo so, la data di avvio dei cantieri è il 15 giugno. Ma l'importante è la tutela del centro storico». Roberto Scannavini, l'architetto che ha diretto l'ufficio centro storico del Comune per quasi quarantanni, vorrebbe esportare il referendum fiorentino anche in città. «Sarebbe giusto farlo sul Civis, è una lunga tradizione ricorda . E' stato così per la stazione e il centro chiuso alle auto». Daniele Corticelli della Tua Bologna che ha un ricorso aperto per il referendum sul metrò è prudente. «Tecnicamente mi sembra difficile riconosce . Chiaro, se ci fosse la volontà dell'amministrazione, si potrebbe trovare il modo di consultare i cittadini». Intanto Scannavini torna a chiedere di cambiare il tracciato del filobus. Via dalla città medioevale, deviare sui viali. Convinto che il Civis non migliorerà la situazione di oggi, con i monumenti in ostaggio dei bus snodati e delle loro vibrazioni. «Il nastro d'asfalto diminuirà per forza le vibrazioni», ribatte Adagio. Atc, che sta ultimando il progetto esecutivo ma il riserbo, chissà perché, è totale nel 2003 per sei mesi ha preso le misure tra le Due Torri e il portico dei Servi, installando accelero-metri. Le vibrazioni sono state studiate anche su una pista di prova. L'inchiesta sul campo e in laboratorio ha dato lo stesso risultato. «Con il Civis in Strada Maggiore i problemi diminuiranno», insiste Adagio. Sicuramente il progetto nel centro storico è molto insidioso. Ci sono problemi delicatissimi da risolvere, come 'l'attacco' ai portici. Vincenzo Lucchese, docente di architettura a Venezia e ispettore onorario della Soprintendenza, si dice completamente d'accordo con Scannavini. Il Civis deve evitare il centro, ripete, perché il suo passaggio «sconvolgerebbe l'immagine ormai stratificata della città medioevale». Non solo. Per il professore che su incarico di Sabina Ferrari controlla i lavori di restauro e ripristino e valuta se sono eseguiti correttamente alla fine i problemi aumenterebbero, in tutta la città. «Le spese per la messa in opera delle tecnologie osserva Lucchese non porteranno comunque un miglioramento delle condizioni di vita». Elisa Merli dell"Altrainformazione', che da mesi da battaglia sul filobus, ricorda che «il Civis non sostituirà comunque tutti gli autobus che passano da Strada Maggiore e via San Vitale, ma solo il 19 e i 27. Il capolinea sarà alla stazione. Così chi deve andare all'ospedale Maggiore impiegherà più tempo, perché oggi la corsa è diretta. Come si fa a sostenere che nel centro storico andrà meglio? Passeranno comunque molti più mezzi, nelle ore di punta è previsto un filobus ogni 90 secondi. Poi ci sono gli altri autobus e il traffico privato. Vibrazioni contenute dall'asfaltatura? Ma per quell'intervento serve il parere della Soprintendenza. Non ci sono dubbi, l'asfalto non è compatibile con la tutela del centro storico. Difeso da norme italiane ed europee. Vorrei ricordare l'esempio di Firenze. Lì ha appena vinto il no, anche se il referendum non ha avuto il quorum. Comunque i cittadini hanno bocciato il tram a fianco al Duomo».
BOLOGNA - Un anno di ritardo su Strada Maggiore? Non è grave. Civis: in attesa della Soprintendenza i lavori potrebbero slittare di parecchio. Adagio: L'importante è la tutela del centro
La Soprintendenza deve dare un parere entro quattro mesi sul progetto esecutivo del Civis, un filobus che passerà per il centro storico. Gli ingegneri dei Lavori Pubblici sono fiduciosi che il progetto non avrà un impatto negativo sui monumenti. Il presidente Verde del San Vitale, Carmelo Adagio, è cauto e insiste che la Soprintendenza si prenda tutto il tempo di cui ha bisno. L'architetto Roberto Scannavini vorrebbe esportare il referendum fiorentino anche in città e chiede di cambiare il tracciato del filobus. La Tua Bologna, che ha un ricorso aperto per il referendum sul metrò, è prudente e riconosce che tecnicamente è difficile.
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