Con oltre 1.100.000 visitatori, il Museo Nazionale del Cinema - nato nel 1941 da un progetto di Maria Adriana Prolo, collezionista e storica - è diventato in tre anni il primo museo di Torino per quantità di pubblico. L'affascinante allestimento dell'architetto svizzero Francois Confino, inaugurato alla Mole Antonelliana nel luglio 2000, ha valorizzato le ricchissime collezioni - 8.500 film, 9.000 apparecchi e oggetti d'arte, 200.000 documenti fotografici, 26.000 volumi, circa 300.000 manifesti a materiali pubbli-citari - in un percorso espositivo unico per le suggestioni che è in grado di offrire. Fino al 31 gennaio, il Museo Nazionale del Cinema ospita nella nuova area espositiva dedicata a mostre temporanee (a ingresso gratuito) «Brividi alla Mole - Il cinema dei mostri», una rassegna dedicata ai protagonisti del cinema horror e fantastico. L'esposizione, che ripercorre il volume «Il Cinema dei Mostri», Mondadori, del giornalista e critico Andrea Ferrari, presenta oltre 270 pezzi unici raccolti da Ferrari in un trentennio di corrispondenze e rapporti di amicizia con i più celebri realizzatori di trucchi ed effetti speciali di Hollywood. I mostri si raccontano attraverso modellini, calchi, manifesti, fotografie di scena e audio originali: Dracula, Frankenstein, Godzilla, King Kong, la mummia Kharis, il Mutante di Metaluna, l'uomo lupo. Ma «Brividi alla Mole» è anche un'occasione unica per ricordare i grandi interpreti: da Boris Karloff e Bela Lugosi a Lon Chaney, e gli artisti che hanno creato le «maschere», dai truccatori Jack Pierce e Bud Westmore agli animatori a passo uno Wiflis O'Brien e Ray Harryhausen, Ma le iniziative del Museo Nazionale del Cinema non si esauriscono con «Brividi». Nell'Aula del Tempio, alla Mole, in contemporanea con la Pinacoteca Agnelli, fino al 9 dicembre, è in corso «L'attimo fuggente tra fotografia e cinema», dedicata al rapporto tra fotografia e cinema. Prestigioso testimonial della mostra è l'architetto Renzo Piano. La mostra consentirà al visitatore di immergersi nelle varie fasi dell'evoluzione della fotografia istantanea. Alla Pinacoteca del Lingotto, dopo avere reso omaggio all'inventore dell'istantanea Edward Muybridge, la mostra racconta, attraverso scatti che hanno fatto epoca di autori come Cartier Bresson, Jacques-Henry Lartigue, Anton Giulio Bragaglia e attraverso immagini spettacolari come lo sbarco del pruno uomo sulla Luna, la goccia di latte di Edgerton, gli scatti d'amore di Eisenstaedt a New York, lo sviluppo storico dell'istantanea. Alla Mole viene proposto, attraverso le dieci tappe più significative, il percorso che ha condotto a quel fenomeno artistico e industriale di straordinaria importanza che è stata l'invenzione del cinema. La narrazione si svolge collegando preziose apparecchiature del precinema con le immagini attraverso le quali si è arrivati a mettere a punto la più popolare forma d'arte del Novecento. Al Cinema Massimo, nell'ambito delle mostre «L'attimo fuggente tra fotografia e cinema», tra il 17 e il 23 dicembre vengono presentati film fondamentali nella storia della cinematografia mondiale fra cui De Palma, Tarkovskii, Godard e Snow. Attraverso il cinema questi registi ci inducono a guardare in modo diverso, a provare il significato di un'esperienza della realtà a velocità variate, accelerata, rallentata, o parallela. Un'altra rassegna è dedicata al regista svedese Ingmar Bergman, in collaborazione con la Scuola Nazionale di Cinema. La retrospettiva presentata al Cinema Massimo è stata suddivisa in due tranches, la seconda delle quali dall'8 al 16 dicembre. Ancora: «Oggi si vola!», mostra organizzata da Alenia Aeronautica per i cento anni del volo, è ospitata all'interno dell'Aula del Tempio dal17 dicembre al 15 febbraio. Infine, «Sostakoviè e il cinema - Film e musiche per film», rassegna cinematografica al Cinema Massimo e realizzata all'interno di «Sintonie», dal 29 gennaio al 5 febbraio. Il Museo Nazionale della Montagna al Monte dei Cappuccini ha inaugurato il mese scorso la nuova Area Documentazione, risultato dell'unione della Biblioteca Nazionale Cai e delle Raccolte Documentazione Museomontagna. La Biblioteca del Club Alpino Italiano, riconosciuta a livello internazionale, dispone di uno straordinario patrimonio bibliografico che, sommando le 23 mila e 500 monografie e le annate di periodici, ammonta a circa 40 mila volumi, con alcune edizioni del '500 e del '600 e numerosi titoli del '700 e dell'800, oltre ai classici dell'alpinismo. Fa inoltre parte della biblioteca il fondo periodici, costantemente aggiornato, che raccoglie 1150 testate (quasi la metà tuttora in corso di pubblicazione). Per quanto riguarda il Centro Documentazione, attualmente comprende l'archivio alpinistico, una ricchissima fototeca di 100 mila immagini - una delle più importanti a livello internazionale -, una raccolta di documentazione sul cinema di settore e una sezione iconografica sulla montagna, la Cineteca storica, la Videoteca. Infine il Cisdae, fondato a Bologna nel 1973 da Mario Fantin, punto di raccolta delle informazioni inviate dagli alpinisti, a disposizione di chi intende organizzare spedizioni alpinistiche fuori dai confini europei. In occasione dell'inaugurazione dell'Area Documentazione è in corso la mostra «La montagna al monte», in selezione delle collezioni presenti. Fino al 25 gennaio, poi, al Museo è allestita «Himalaya in bianco e nero», 70 fotografie del giapponese Takeshi Mizukoshi. L'autore, che è anche alpinista, ribadisce due dei suoi principi fondamentali: un'oggettività onesta e chiara e la rigida esclusione di una qualsiasi presenza umana. Lo stato d'animo, lungi dal romanticismo di molti suoi conterranei, è in perfetta sintonia con l'intensità desolata degli ambienti. Dal 16 dicembre al 6 gennaio, il Museomontagna ospiterà «Sacri Monti. L'architettura dei Sacri monti in Piemonte e Lombardia». I Sacri Monti dell'arco alpino occidentale costituiscono un'unità sistematica di grande valore culturale che le Regioni Lombardia e Piemonte intendono conservare e valorizzare. La recente candidatura presentata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dalle Regioni Lombardia e Piemonte per l'iscrizione nella Lista del patrimonio Mondiale delTUnesco del sito "II paesaggio culturale dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia", contribuisce a far convergere l'attenzione internazionale su questi originali complessi monumentali. La mostra e il catalogo sono il frutto dell'intesa fra la Fachhoschule di Dortmund e il Centro di Documentazione dell'Atlante, istituito dalla Regione Piemonte presso il Parco naturale Sacro Monte di Crea. L'opera congiunta dei professori Jòrg Winde, autore delle fotografie, e Jurgen Zànker, storico dell'arte, è già stata esposta in Germania lo scorso febbraio ed ora arriva a Torino. Il 14 febbraio il Museomontagna aprirà una mostra che non mancherà di affascinare adulti e bambini: «Heidi. Il mito della montagna» dedicata alla bimba uscita dalla fantasia di Johanna Spyri, che incarna bontà, innocenza, tenacia e forza dei sentimenti, un piccolo personaggio che, in poco più di un secolo, ha conquistato il pubblico di tutto il mondo anche grazie al potere comunicativo di cinema e televisione. La mostra ripercorre, attraverso collezioni, immagini e film, la storia che ha creato «il mito della montagna». Oltre tre secoli di storia hanno reso il Museo Egizio di Torino una delle collezioni egizie più importanti per la ricerca egittologica. Ora per il Museo Egizio è in vista una nuova era: è stato approvato in via definitiva lo schema di statuto della «Fondazione Museo Egizio di Torino». «La Fondazione del Museo Egizio di Torino - ha dichiarato il ministro Giuliano Urbani - potrebbe essere una realtà entro Natale. Sarà la prima fondazione museale in Italia a sperimentare modalità miste digestione dei-beni culturali, dato il coinvolgimento del Ministero, degli Enti Locali e di realtà del mondo privato». L'intento è rendere le collezioni ancora più fruibili dal pubblico: raddoppiare i visitatori, raggiungendo l'obiettivo delle 600 mila presenze annue. Ma non solo. Nel palazzo di via Accademia delle Scienze 6, si vuole far nascere il più grande centro scientifico d'egittologia al mondo. E' l'obiettivo che il ministro Urbani, Regione, Provincia, Comune, Compagnia di Sanpaolo e Fondazione Crt assegnano alla Fondazione. All'inizio del 2004, dunque, la Fondazione potrà mettere a punto il bando internazionale per arrivare a realizzare entro il 2011, con 57 milioni di euro, un inedito e spettacolare apparato espositivo, triplicando gli spazi che oggi sono di 6 mila metri quadrati, il nuovo Museo occuperà anche i locali che oggi accolgono la Galleria Sabauda che verrà trasferita a Palazzo Reale entro il 2007, anno in cui si aggiungeranno i 1660 metri quadri sotterranei dell'attigua chiesa di San Filippo. L'obiettivo è di non chiudere mai il Museo, se non per poco tempo in prossimità dell'inaugurazione del 2011. Nel frattempo, fino al 30 maggio 2004, nell'ambito della manifestazione nazionale «Moda, costume e bellezza nell'Italia antica», il Museo Egizio propone una mostra dedicata a «Costume e bellezza nella Valle del Nilo». La rassegna evidenzia la passione che gli egizi avevano per la cura del corpo, l'attenzione per la vita sana e il bello in genere lungo un arco di tempo di tremila anni. Tra i reperti, materiali per la cosmesi, la cura dei capelli, abiti di corte, da lavoro e da cerimonia. Senza dimenticare la «bellezza nell'aldilà».