La direttrice del Museo Archeologico "svela" il mistero della statua scomparsa da via Oberdan Il mistero è svelato. Il cane Tago, che per anni ha allietato il cortile dellassessorato alla Cultura in via Oberdan 24, una delle curiosità più fotografate di Bologna, non è sparito: è in restauro. Ce lo ha fatto sapere (e con noi allopinione pubblica) ieri la direttrice del Museo Archeologico Cristiana Morigi Govi. «E un vero peccato - scrive - che non ci sia bisogno di rivolgersi a Camilleri per ritrovare il "cane di terracotta" scomparso dal cortile di Casa Bovi in Via Oberdan 24, sede del Settore Cultura; magari poteva essere una bella occasione per una inchiesta bolognese del Commissario Montalbano. Ma la scultura, opera di Luigi Acquisti del 1777, si trova al sicuro nel Laboratorio di restauro del Museo Civico Archeologico di Bologna, dove è stata trasferita per essere sottoposta ad una pulitura dal momento che le varie ridipinture ne avevano completamente occultata la superficie». «Entro breve tempo - assicura Morigi Govi - il cane Tago potrà tornare al suo posto e continuare a testimoniare laffettuosa fedeltà al suo padrone». Ottimo, perché nessuno tra i molti che avevamo interpellato, sembrava sapere che fine avesse fatto la curiosa statua di terracotta: né il direttore del settore Cultura, né il direttore dei Lavori pubblici, né le impiegate del palazzo. Ora che sappiamo dovè finito Tago siamo tutti più tranquilli. Lunica speranza, visto che la simpatica statuetta è stata rimossa da circa due anni, è che i lavori di «pulitura» giungano presto a conclusione. Per restaurare il Nettuno in fin dei conti due anni sono stati sufficienti.