GLI INDUSTRIALI Gentile chiede un tavolo per la mobilità: "Si può migliorare" la modifica "Lo statuto del Comune va cambiato: mai più referendum così" -------------------------------------------------------------------------------- Un «tavolo per la mobilità», aperto ai soggetti sociali che hanno i loro interessi nella comunità, che discuta un vero piano integrato della mobilità. Lo propone, allindomani del referendum, il presidente degli industriali Giovanni Gentile. Il presidente lo ha sempre detto: avanti con la tramvia, i progetti avviati non si ferma no. Il tavolo però dovrà migliorare i progetti, accelerarli nei tempi, informare i cittadini. Soprattutto, di referendum come questo non facciamone più. Gentile propone di modificare lo statuto del Comune: «Non si possono sottoporre a referendum decisioni prese da anni. Semmai, lo si faccia prima. Altrimenti in nome dalla partecipazione si tiene in ostaggio qualsiasi attività dellamministrazione». E così Confindustria si libera indirettamente di Razzanelli. Come ne prende le distanze quando Gentile dice che comunque devono essere costruite immediatamente le infrastrutture che impediscano a Firenze di restare «stritolata nella morsa di una viabilità non governata». Con la parola «migliorare» Gentile indica però che qualcosa di diverso si può fare: senza fermare tutto ma trovando un accordo. Il presidente non ne parla. Ma gli industriali qualcosa in testa già ce lhanno: interrare il tram al Duomo. Fare un pezzo di metropolitana che consenta alla linea 2 della tramvia di venire realizzata, ma al tempo stesso eviti il tram al Battistero. Non si tratta di un pezzo del micrometrò di Razzanelli, che non avendo né prototipi né omologazione non viene giudicato fattibile, ma di una vera metropolitana leggera. Un progetto che Confindustria per ora tiene nei cassetti perché devono essere studiate le compatibilità economiche e tecniche. Evidentemente costerebbe più della tramvia, avrebbe il problema di come fare scendere sotto terra una tram creato per andare in superficie con unarmatura diversa da quella del metrò, delle fermate che prendono molto spazio, dei possibili ostacoli archeologici. Soprattutto cozzerebbe contro uno degli scopi della tramvia al Duomo tra i principali dichiarati dallamministrazione: liberare larea da piazza dellUnità a piazza San Marco da qualsiasi motore: bus, auto e motorini. Forse è proprio questo proposito ad allarmare, tra gli industriali, il partito più entusiasta del tratto di metropolitana: albergatori e grandi immobiliaristi, compreso il gruppo Fingen dei fratelli Fratini che sta finendo in centro il suo resort di lusso, il club Tornabuoni costituito da 36 appartamenti esclusivi dotati di ogni servizio compresa Maserati al seguito. Il partito del tratto di metrò non solo teme che il tram al Duomo incrini limmagine di Firenze agli occhi di turisti di alto livello, ma probabilmente non approva neanche un centro dove le rotaie impediscano laccesso a qualsiasi altro mezzo. Altra cosa è un semplice divieto di traffico aggirabile con i tanti permessi speciali.