I docenti universitari scendono in campo. In difesa del vincolo che, da viale Trento, era esteso all 'area archeologica di Tuvixeddu e Tuvumannu. Ma soprattutto in difesa di quegli esperti chiamati a dare un parere sul provvedimento regionale. E lo fanno schier andosi al fi anco della Commissione regionale tenuta a suggerire proposte per la "Dichiarazione di notevole interesse pubblico degli immobili e delle aree". Il Tribunale amministrativo della Sardegna, con sentenza dell'8 febbraio, ha disposto l'annullamento del provvedimento di vincolo paesaggistico. Un'esplicita presa di posizione arriv a da una parte del corpo docenti di Sassari, con un comunica to che porta la firma di trenta professori. Nel documento si fa esplicito riferimento al rispe ttodella Ma gistr atur a e della sua sentenza. Ma, contemporaneamente, hanno espresso totale condivisione delle motivazioni etiche e scientifiche che hanno guidato la Commissione nella decisione, bocciata poi dal Tar. Anche perchè tra le motivazioni della sentenza, si nega la legittimità dello strumento con cui sono stati scelti i quattro membri esterni. Si tratta di un attestato di stima verso i componenti della commissione. In particolare nei confronti del loro operato, avvalorato da riconosciuto rilievo scientifico. Si legge: «A sostegno del lavoro scientifico della Commissione, hanno speso la propria parola studiosi di altissima caratura che hanno trovato sintonia con l' inter a comunità scientifica». Qualcosa si sta muovendo anche nell'Ateneo cagliaritano. La professoressa Simonetta Angiolillo, ordinario di Archeologia classica del Dipartimento di Scienze archeologiche e storico-artistiche dice: «Conosco l'iniziativa dei colleghi di Sassari. Non c'è stato ancora il tempo materiale per coordinare l'iniziativa, ma è nelle nostre intenzioni. Anch'io, e parlo a titolo personale per una questione di correttezza, condivido la solidarietà espressa ai componenti della Commissione dato il provato valore scientifico del loro operato». Roberto Coroneo, ordinario di Storia dell'ar te medievale e Preside del Dipartimento di Scienze archeologiche sottolinea la necessità di acquisire tutta la documentazione (sentenza del Tar compresa) prima di arrivare a delle conclusioni. «Al di là di questa premessa e a prescindere dalle motivazioni politiche è però giusto dire una cosa. Nel r ispetto del lavoro della Magistratura, dobbiamo registrare una grave interferenza nell'operato di un gruppo di tecnici, che proprio per la riconosciuta e indiscussa esperienza nel settore, si erano trovati investiti del compito di offrire la loro consulenza». Anche nel capoluogo quindi si è aperta la mobilitazione che porterà, forse già la settimana prossima, ad un documento congiunto che prende posizione su quanto è accaduto. Fuori dal coro è la posizione di Giorgio Pellegrini, ricercatore di Storia dell'arte contemporanea. Non si esprime sul lavoro dei commissari, ma chiarisce, come già era avvenuto in altri tempi, di essere d'accordo col contenuto della sentenza. «Sono testimone di un abbandono eterno di Tuvixeddu e Tuvumannu. È o ra che si inter venga con un'opera di imprenditoria che liberi la zona da "ambientalismi rica ttatori" che non trovano giustif icazione in quell'area».