Parlare di "declino" con Massimiliano Fuksas è come agitare il panno rosso davanti a un toro. E' appena tornato da New York e sta andando a Strasburgo per linaugurazione dello ZenithMusic Hall, un complesso dintrattenimento per 1.200 persone che di notte si illumina come una rossanuvola post-atomica. Leffetto è dovuto alla membrana translucente che riveste la struttura metallica come una calzamaglia: un trucco semplice, in fondo, ma efficace, dicui larchitetto è particolarmente fiero perché dimostra che linnovazione non è solo investire in materiali costosi ma fare edifici interessanti lavorando su "concetti" intuitivi ad alto gradiente dì inventìvità artigianale. Basta poco a provocarlo sul tema del lavoro; appena laccenno di una domanda e una valanga di cantieri si fa strada tra le parole: la torre Armani a Tokio, il centro commerciale Zeil a Francoforte («non la solita scatola, ma unesplosione di volumi»), il Centro della Pace a Jaffa («lopera a cui tengo di più»), il progetto per una «casa Italia» ad Abu Dhabi («un museo del design italiano, anzi un centro di documentazione vivente sullitalian touch: su quella particolare sensibilità che abbiamo sviluppato in tanti secoli di una cultura dellabitare legata al bello e alla creatività. Non unicona vuota, ma un centro che rifletta sul grande secolo del design italiano»). A sessantanni da poco passati, Fuksas continua a essere limmagine stessa dellirrequietezza e del moto perpetuo, a dispetto di un fisico solido e squadrato che un po lo avvicina alla balda guasconeria di certi ritratti di Picasso mentre fuma, beve e dipinge nella babele dellatelier, un po lo assomiglia al cipiglio autoritario del «Bombetta» con le mani simili a «du grappoloni di banane», protagonista dellEros e Priapo di Gadda. Mani che agita di continuo, nellaria, mapiù spesso impugnando una matita per spiegare; convincere, affascinare allineluttabilità di un futuro che bisogna solo far scendere dal mondo delle idee nel caos del mondo. «Come sempre - dice - quando il futuro ci fa paura si guarda al passato. Il Passato è sempre migliore del Futuro e la nostra memoria è quasi sempre molto compiacente nei riguardi della nostra storia». A chi lo accusa però di essere ottimista a oltranza, risponde: «Non sono né pessimista, né ottimista, perché entrambi gli stati danimo mi sembrano rinunciatari. Il vero segreto è di puntare sulle cose che funzionano, sulle cose che ci vengono bene e chiederci perché». Che cosè dunque che ci invidiano allestero? La risposta è immediata: «Innanzitutto la versatilità delle nostre imprese, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni che sanno risolvere problemi irriducibili per altri. Poi, lincredibile capacità artigianale che in maniera diffusa si concentra a macchie di leopardo in tante zone dItalia e che mi ha consentito ad esempio di realizzare alla perfezione unopera complessa come il centro Nardini a Bassano del Grappa che, dal punto di vista della realizzazione, richiedeva una precisione assoluta nella produzione, nellesecuzione e nella messa in opera di pezzi speciali come i vetri curvati o lossatura dacciaio. Un sapere artigianale applicato ai materiali industriali per unopera che, tutto sommato, è come impiccolo gioiello nella campagna veneta». Parlare di artigianato per larchitettura di Fuksas può sembrare fuorviante, soprattutto se si pensa a opere come le twins towers di Vienna - due sottili monoliti rivestiti di un impercettibile velo vetroso - o il centro ricerche Ferrari; animata declinazione del repertorio ferro-vetroso in uninspettata eleganza di volumi a sbalzo su specchi dacqua. Eppure è proprio la riduzione della tecnologia al ruolo espressivo di figura del nostro tempo a spiegare il paradosso - tutto italiano - di un artigianato che piega la materia industriale a sottigliezze plastiche che si direbbe inventate al momento o per lo meno per loccasione. «Sviluppare la qualità, che è il bene primario che noi possediamo ad altissimo livello»; è limpegno assunto da Fuksas nella quotidianità del suo lavoro: «La capacità costruttiva dei dettagli delle nostre imprese e dei nostri artigiani è straordinaria e io lo verifico ogni volta che confronto le mie opere italiane con quelle costruite allestero. Il problema semmai è nello scadimento dei contractor che non coincidono quasi più con lazienda familiare di un tempo che garantiva anche lorgoglio del nome e limpegno a produrre al meglio». Migliorare la mentalità per migliorare la qualità: lunica strada per contrastare il declino è dunque per Fuksas investire nel migliorare i servizi, a cominciare dalla formazione, rimettendo a posto la scuola e luniversità: «Le riforme hanno appesantito il lavoro degli insegnanti a tutti i livelli investendoli di una pletora di impegni burocratici che tolgono tempo alla formazione e alla didattica. Le facoltà darchitettura devono tornare alla centralità del mestiere che implica capacità di analizzare la materia, di rappresentare lo spazio, a partire da cose semplici: come è fatto un muro, come funziona un infisso eccetera». Per il regista di una memorabile edizione della Biennale dedicata alle tecniche della rappresentazione computerizzata, parlare del disegno millimetrico di un infisso può sembrare un paradosso. Eppure non si dichiara un pentito del digitale ma solo un nemico di «quellenfasi eccessiva sulle tecniche digitali che ha fatto scambiare il mezzo col fine. Il progressivo tramonto della Storia a favore della tecnologia ha facilitato la scomparsa del passato, sostituito con internet e con photoshop. Oggi i giovani non si prendono più il rischio di fare una cosa poco amabile, ma innovativa: alla diversità preferiscono lomogeneità e la piacevolezza che rendono immediatamente sul piano professionale, ma minano alla base la complessità della cultura. A questo contribuiscono anche le riviste, che un tempo erano lorgoglio dellItalia e che oggi si limitano a farsi dettare lagenda dei tempi da internet, rinunciando allapprofondimento critico e al gusto della provocazione intellettuale».
VULCANO ROSSO FUKSAS
Massimiliano Fuksas è un architetto italiano che ha recentemente tornato da New York per linaugurazione dello ZenithMusic Hall a Strasburgo. Il complesso è stato realizzato con una membrana trasparente che lo illumina come una rossanuvola post-atomica. Fuksas è noto per la sua capacità di innovare e per il suo approccio artigianale alle opere d'architettura. Ha parlato del declino del lavoro artigianale e della necessità di investire nel miglioramento dei servizi, a cominciare dalla formazione, per contrastare il declino. Ha anche criticato l'enfasi sulla tecnologia e la mancanza di approfondimento critico nelle riviste.
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