FIRENZE. Matteo Renzi, presidente della Provincia di Firenze, parla di «presa in giro dei cittadini e di inutile perdita di soldi», per lesattezza 1,2 milioni, il costo del referendum consultivo pro o contro la tramvia del capoluogo toscano, in programma oggi (urne aperte dalle 8 alle 22). Lesito è incerto. Una cosa però è sicura: laffluenza farà la differenza. Se andrà a votare meno della metà degli aventi diritto (300mila residenti, tra cui 31mila stranieri), la consultazione sarà un flop, a dispetto della copertura mediatica di cui ha goduto, che in ambito locale ha raggiunto livelli decisamente elevati. Se andrà alle urne più del 5o dei fiorentini, potrà invece essere considerato a buon diritto un successo, qualsiasi esito produca. Se poi vincesse il "no" alla tramvia, e dunque il "si" ai quesiti referendari che chiedono labrogazione delle delibere di Giunta per le linee due e tre, il risultato assumerebbe un valore politico difficilmente eludibile ,dalla maggioranza di centro-sinistra che guida lAmministrazione comunale. Il sindaco della città, Leonardo Domenici (Pd), ne fauna questione di modernità: «Non si può restare fermi - dice - il mondo va avanti e anche Firenze deve fare i conti coni problemi del traffico e dellinquinamento: con la tramvia elimineremo 2.300 autobus al giorno dal centro e realizzeremo un sistema di mobilità moderno». Dalla sua parte molti intellettuali e uomini di cultura, esattamente come per lo schieramento di chi vorrebbe però fermare lo «scempio di un treno lungo 32 metri a fianco del Duomo». Un fronte in questo caso trasversale (ma con una marcata colorazione di centro-destra) guidato dallimprenditore e capogruppo Udc in Comune Mario Razzanelli. Ieri è sceso in campo di nuovo Vittorio Sgarbi, che già nei giorni scorsi aveva polemizzato con Domenici. Lassessore alla cultura del Comune di Milano è sbarcato al caffè fiorentino delle Giubbe Rosse. Sgarbi ha detto che Firenze è una «cittàviolentata» e si è ufficialmente autocandidato a fare il sindaco, quando tra un anno ci saranno le elezioni amministrative. «Se lo consentirà Paolo Bonaiuti (portavoce di Silvio Berlusconi e parlamentare fiorentino, ndr) sono pronto a correre, altrimenti potrei anche fare lassessore allUrbanistica», ha detto Sgarbi, non escludendo però di tornare a fare il sottosegretario ai Beni culturali dopo le elezioni del prossimo 13 aprile. «Come sindaco di Firenze - ha, aggiunto - certamente bloccherei il progetto di Isozaki per la nuova uscita degli Uffizi». Intanto oggi si parla di tramvia. E sulla consultazione resta il giudizio di Renzi («inutile perdita di soldi»). Difficile dare torto al presidente della Provincia, tenuto conto del valore puramente consultivo del referendum e del fatto che ci sono già i contratti firmati. Ma se prevalesse il fronte di chi vuole fermare lopera, cambiandola, allora il peso politico della giornata potrebbe risultare fatale per il centro-sinistra fiorentino.
FIRENZE - Firenze al voto per la tramvia al fianco del Duomo
Oggi si svolge a Firenze il referendum consultivo sul progetto di costruzione di una linea di tramvia. Il costo del referendum è stimato in 1,2 milioni di euro. La partecipazione è incerta, ma se andrà a votare meno della metà degli aventi diritto (300mila residenti), la consultazione sarà considerata un flop. Se invece andrà alle urne più del 50% dei fiorentini, potrà essere considerato un successo. Il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, sostiene che la tramvia è necessaria per risolvere problemi di traffico e inquinamento. Un fronte di opposizione, guidato dall'imprenditore Mario Razzanelli, sostiene che la costruzione della tramvia è un "scempio" per la città.
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