Il 28 dicembre 187o, poco più di due mesi dopo la Breccia di Porta Pia, Roma aveva subito una devastante inondazione, la maggiore dal 1637. Limpressione fu profonda e il 1 gennaio 1871 fu istituita una commissione tecnica, che però rimase sostanzialmente inoperosa per mancanza di finanziamenti. Fu Giuseppe Garibaldi che affrontò il problema di come risolvere con opere idrauliche la questione delle piene ricorrenti del Tevere, e nello stesso tempo sistemare il fiume, in modo che fosse navigabile anche allinterno della città. In un primo momento si pensò di utilizzare lo spazio occupato dallalveo, per farne due strade amplissime che attraversassero Roma. Poi questo progetto fu modificato e Garibaldi illustrò alla Camera la sua nuova proposta, consistente non già nella deviazione totale del fiume, ma nella costruzione di un canale scaricatore colla deviazione dellAniene sistemando contemporaneamente il Tevere nellinterno della città. Invece di accettare la proposta di Garibaldi di deviare il corso dellAniene, la Camera dei Deputati, con la legge del 6 luglio 1875, adottò il progetto dellarchitetto Raffaele Canevari di costruire alti muraglioni di travertino, quelli che ancora oggi vediamo e che sono tuttora oggetto di discussioni, perché, se da una parte hanno messo fine al pericolo delle esondazioni, dallaltra hanno separato il fiume dalla città, togliendo la possibilità di godere delle sue acque e dei suoi paesaggi. I muraglioni avrebbero dovuto essere tali da contenere una piena più alta di quella del 28 dicembre 1870 (18,45 metri a Ripetta), avrebbero racchiuso un alveo largo Zoo metri (alla base dei muraglioni) ed avrebbero ospitato gli attuali lungotevere. Sotto il lungotevere furono previsti due grandi collettori, che avrebbero raccolto lacqua di tutte le fognature che prima sboccavano direttamente nel fiume e lavrebbero convogliata più a valle; in questo modo venne risolto il millenario problema dell allagamento delle zone basse di Roma attraverso le cloache. La realizzazione dei muraglioni, durata quasi mezzo secolo e terminata solo nel 1926, ha cambiato il volto di Roma, liberandola dalla piaga delle esondazioni. La grande piena del 17 dicembre 1937, paragonabile a quella del 1870, provocò soltanto modesti allagamenti, che peraltro non si sono mai ripetuti. A Raffaele Canevari venne intitolata una stradina lungo la via Salaria, al confine con il comune di Monterotondo. Oggi si è ripresa lidea di ridare al Tevere un ruolo nellurbanistica di Roma anche come possibile via di comunicazione a fini turistici, si riconosce che i muraglioni costituiscono una necessità ineliminabile per la sicurezza idraulica, ma anche che occorrono interventi per valorizzare il ricco patrimonio di beni archeologici e della cosiddetta «archeologia industriale». La Regione ha stanziato quattro milioni di erro per creare approdi e piste ciclabili lungo il Tevere. Con questo intervento, daccordo con la provincia di Rieti, si potenzia la navigazione turistica del Tevere sia verso Nord, sia verso Sud in direzione di Ostia Antica. Lungo il Tevere sorgeranno quattordici nuovi approdi, mentre i due già esistenti, quelli di Ostia antica e di Ponte Marconi, saranno ristrutturati e risistemati. Sarà così possibile navigare il Tevere da Roma verso Nord fino a Magliano Sabino, in provincia di Rieti, e verso Sud da Ponte Marconi alla Fiera di Roma con una nuova stazione dapprodo. Dopo l00 anni dalla costruzione dei muraglioni e dopo 50 anni dalle prime banchine, si potrà valorizzare il fiume che nella vita di Roma aveva avuto sempre un molo ambiguo ed era stato per così dire emarginato dal tessuto urbano e considerato solo come una minaccia per via delle sue piene. In qualche modo, oggi il progetto di Garibaldi può riconciliarsi con le esigenze da cui nacquero i muraglioni e per una singolare circostanza, il progetto della navigazione del Tevere si sta attuando nella ricorrenza del bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi.