Della perdurante latitanza dei problemi del paesaggio, nei discorsi (molti) e nelle opere (poche) di politici e di amministratori, fa bene rileggere gli articoli di Cesare De Seta, raccolti nel libro Bella Italia, sul paesaggio e sui (di poco più fortunati) beni culturali. De Seta è un vecchio combattente di questa battaglia, unendo, alla passione per la causa, una competenza e unesperienza di studi, che sono gran parte del pregio degli articoli scritti in ormai quasi trentanni. Il lettore vedrà, però, facilmente che la inevitabile dispersività degli scritti giornalistici viene qui largamente superata per lassurda permanenza di problemi dei quali si parla e si riparla senza venire a capo di gran che di quel che si auspica e, anzi, vedendo accadere, in particolare per il paesaggio, precisamente il contrario. Opportunamente, però, De Seta ispira la raccolta a una nota di ottimismo, e segnala quanto di buono si è pur fatto in questi anni, dalla messa in sicurezza della Torre di Pisa agli affreschi di San Francesco di Assisi «miracolosamente ricomposti dopo il terremoto». È giusto, e giusto è notare con lui che, malgrado gli innumerevoli scempi, errori e peggio, la Bella Italia rimane bella. Giusto perché sono molti i falsi apostoli che dal peggio che è accaduto e accade concludono che nulla vi è da fare, né leggi, né polizia e tribunali, né altro, e che quindi tanto vale lasciare andare le cose come vanno, e magari sopprimere leggi «inutili». Il libro di De Seta aiuta a respingere anche un simile o ipocrita o rovinoso «realismo».
Ma lItalia resta bella nonostante abusi e scempi
Cesare De Seta ha pubblicato un libro intitolato "Bella Italia" in cui raccolta articoli su temi come il paesaggio e i beni culturali. Gli articoli, scritti in quasi trent'anni, mostrano la dispersione degli scritti giornalistici, ma De Seta ispira la raccolta con un ottimismo e segnala i progressi fatti in questi anni, come la messa in sicurezza della Torre di Pisa e la ricomposizione degli affreschi di San Francesco di Assisi dopo il terremoto. De Seta sottolinea che la "Bella Italia" rimane bella nonostante gli errori e gli scempi, e critica coloro che considerano che nulla possa essere fatto per migliorare la situazione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo