Tutte le liste civiche di maggioranza chiedono lo stop a S. Macario Otto consiglieri che appoggiano Favilla contro il progetto -------------------------------------------------------------------------------- La richiesta, a questo punto, è ufficiale. E arriva da tutte le liste civiche di maggioranza: deve essere revocato il permesso a costruire rilasciato per trasformare le ex serre Casula a San Macario in appartamenti. Per 8 consiglieri comunali di Governare Lucca, lista Brancoli, Per Lucca e l'ex ulivista Giorgio Mura il nuovo progetto presentato dalla società Imital per accorpare 27 appartamenti in 4 edifici è inattuabile: la Sovrintendenza alle Belle arti lo ha annullato con un decreto «valido a tutti gli effetti», anche se il Comune lo ha ignorato perché arrivato in ritardo. Oltre i 60 giorni che la legge accorda alle Belle arti per esercitare il diritto di annullamento di un intervento che interessi un'area sottoposta a vincolo paesaggistico. A sostegno di questa posizione, i consiglieri di maggioranza, ma anche l'assessore alle partecipate, Nanni Santini, citano - come esempio - alcune sentenze del Consiglio di Stato, secondo le quali un provvedimento è valido dal giorno dell'adozione e non dal momento della ricezione. Esattamente il contrario - sostengono le liste civiche - di quello che sostiene il consulente legale del Comune, secondo cui il decreto di annullamento è un atto di «natura recettizia» e quindi deve essere notificato entro i termini di legge. Se il diniego della Sovrintendenza, insomma, è arrivato (non protocollato o spedito) dopo i 60 giorni concessi dalla legge, allora è nullo. Per questo sarebbe stato rilasciato alla Imital spa, senza problemi, il nuovo permesso a costruire. Tutta la vicenda del progetto rivisto e corretto (e accorpato) delle case a San Macario, infatti, si gioca sul filo dei giorni: il 25 gennaio la Sovrintendenza annulla il provvedimento, proprio mentre stanno scadendo i termini per esprimersi; il 28 gennaio, però, il Comune rilascia la concessione edilizia perché il parere non è arrivato entro i 60 giorni di legge: infatti arriva in municipio il 30 gennaio. In realtà - si legge in una nota delle liste civiche di centrodestra - «la giurisprudenza, in maniera unanime, dimostra che l'annullamento della concessione da parte della Sovrintendenza alle Belle Arti è del tutto operante. «Perciò, la prosecuzione dei lavori da parte del proprietario è del tutto illegittima». Ancora più esplicito Piero Angelini, leader di Governare Lucca: «Se il Comune ha un esperto legale per questa vicenda non potrà che confermare la giurisprudenza consolidata: e quindi non potrà che confermate che l'attività in corso è illegittima e quindi deve essere fermata». Tanto più che - osservano i consiglieri - i tempi di rilascio di questo permesso sono stati incredibilmente rapidi, soprattutto, a cavallo con i consigli comunali di adozione della variante urbanistica e delle regole anti-cemento, compresa quella che impedirà (in futuro) di costruire case al posto delle serre. «Siamo rimasti molto colpiti - conferma Marco Brancoli, portavoce del grande centro creato dalle liste di maggioranza - dalla tempistica di questa operazione. Il permesso a costruire è stato rilasciato in 24 ore, proprio mentre il consiglio comunale adottava norme contro interventi di questo tipo, annunciate in campagna elettorale. «Mentre la politica decideva una cosa, insomma, gli uffici approvavano un atto di segno contrario». Con una velocità - rimarca Moreno Bruni, capogruppo di Governare Lucca - che pare quasi senza precedenti. In ogni caso - conclude l'avvocato Marco Brancoli - la questione si può presto risolvere: «Il Comune può revocare l'atto in base al principio dell'autotutela. Se l'interesse pubblico, espresso nel diniego della Sovrintendenza, è quello di tutelare il paesaggio, il Comune annulla la concessione rilasciata». Ma non sembra che questo accadrà.