FIRENZE - Una città spaccata a metà, come ai tempi dei Guelfi e Ghibellini. Solo che in questo vivace avvio d'anno, le due fazioni in lotta sono i sostenitori da un lato e i denigratori dall'altro della tramvia, complessa opera infrastrutturale che dovrebbe cambiare il volto della mobilità del capoluogo toscano dei prossimi decenni. I 315 mila aventi diritto voteranno dalle 8 alle 22 negli stessi seggi delle elezioni politiche e subito dopo cominceranno le operazioni di spoglio. Il voto, consultivo, è sulle linee 2 e 3 della tramvia e il pomo della discordia, in particolare, il passaggio del tram da piazza del Duomo, assai vicino ai monumenti. Il fronte del no alla tramvia vede in prima fila il promotore dell' iniziativa, il capogruppo dell'Ode di Palazzo Vecchio Mario Razzanelli, e schiera comitati cittadini (clamorosa la protesta di un uomo che ha vissuto per alcuni giorni su un albero per non farlo abbattere), la critica d'arte Mina Gregori, il tenore Andrea Bocelli, Italia Nostra, Forza Italia (in prima fila il portavoce di Silvio Berlusconi, il fiorentino Paolo Bonaiuti) e Alleanza nazionale, l'ex ministro Antonio Paolucci, la federazione italiana Amici dei Musei, il regista fiorentino Franco Zeffirelli, il critico Vittorio Sgarbi, la marchesa Bona Frescobaldi, Alberto Asor Rosa. Anche il futurista Graziano Cecchini è contro l'opera, e ha già preannunciato per domani una sorta di aperitivo allo storico e centrale caffè delle Giubbe Rosse in piazza della Repubblica. Il fronte del sì vede in prima linea l'amministrazione guidata dal sindaco Leonardo Domenici, politici nazionali come Walter Veltroni, il vice Dario Franceschini, Francesco Rutelli ed Ermete Realacci, europarlamentari come i fiorentini Lapo Pistelli e Guido Sacconi, medici, Legambiente, ambientalisti internazionali come Rifkin, i sindaci dei comuni dell'hinterland fiorentino, i sindacati confederali, l'Associazione industriali, le associazioni di categoria, associazioni come Arci e Uisp, il sovrintendente del teatro del Maggio musicale Francesco Giambrone, l'ex magistrato Piero Luigi Vigna, il vignettista Sergio Staino, il politologo Giovanni Sartori, l'attore-regista Leonardo Pieraccioni, lo scienziato Franco Pacini.