Domani i residenti decideranno sul metrò vicino al Duomo. Ma la città è di tutti e va difesa dagli scempi della sinistra Chiudete gli occhi e provate a immaginare. Firenze, Piazza dei Duomo: siete al centro della piazza a destra avete la cupola del Brunelleschi, il campanile di Giotto, il bianco e verde dei marmi della facciata di Santa Maria del Fiore, a sinistra quelli del Battistero dalle preziose porte d'oro con le formelle di Lorenzo Ghiberti, guardando davanti a voi si apre via Martelli che dopo pochi metri si trasforma in via Cavour inaugurata da Palazzo Medici Riccardi; mentre vi godete lo spettacolo un treno modernissimo lungo 32 metri alto 3,40 e largo 2,40, corre su rotaie verso di voi in uno sferragliare di lamiere, passa a una trentina di metri dal Battistero e prosegue per via de' Cerretani verso la Stazione di Santa Maria Novella. No, non è un incubo futurista, è quanto potreste vedere fra qualche anno nella città di Dante se il progetto della tramvia sarà portato a compimento. PROPOSTE ALTERNATIVE Da oltre dieci anni Firenze è divisa fra favorevoli e contrari a questo nuovo sistema di trasporti, tanto che alla fine è anche passato un referendum consultivo che il 17 febbraio chiamerà i fiorentini a pronunciarsi a favore o contro l'abrogazione della delibera comunale per la sua costruzione. A parte la nota inutilità dei referendum consultivi, ha ragione Vittorio Sgarbi quando dice che Firenze non appartiene solo ai fiorentini, il suo patrimonio artistico riguarda l'umanità. Certo chiamare l'umanità a esprimersi pro o contro la tramvia fiorentina risulterebbe complicato, ma lasciare il giudizio ai soli cittadini del comune di Firenze ha il sapore di una demagogica beffa. Va però detto che il referendum ha avuto il merito di attirare l'attenzione su un problema non trascurabile. Tutto cominciò alla fine degli anni '90, quando si cominciò a parlare di trasporti extraurbani per collegare le periferie con il centro e diminuire così la pressione del traffico privato. Le proposte erano due: quella della tramvia e quella di un micrometrò progettato dall'Università di Firenze e finanziato dal locale Ente Cassa di Risparmio. Quest'ultima non venne neppure presa in considerazione. Nel gennaio del 2000 il Consiglio comunale approvò il progetto per tre linee della tram-via, due delle quali destinate ad attraversare il centro storico. E qui comincia la parte grottesca della faccenda. Il consiglio comunale approvò il progetto senza guardarlo, altrimenti si sarebbe forse accorto di quello che poi fu evidente tre anni dopo, al momento dell'appalto per i lavori, quando le ditte appaltataci fecero presente agli amministratori della città che una parte del percorso per essere realizzata avrebbe richiesto la demolizione di alcuni edifici, fra cui Palazzo Vecchio! Evidentemente, dopo aver approvato l'orribile uscita monumentale (sic) degli Uffizi di Isozaki, il cui impatto architettonico ha del mostruoso, al Sindaco Domenici e alla sua Giunta parve eccessivo abbattere il Palazzo di Arnolfo di Cambio per far posto alla tramvia, così il percorso venne modificato lasciando però il passaggio da Piazza del Duomo, visto che non si sarebbero dovuti sventrare né la cattedrale e neppure il Battistero! Chiunque, su internet (www.tramvia.fi.it), può verificare il tremendo impatto dei percorsi delle linee 2 e 3 che tagliano il centro storico della città come una torta. Il 5 febbraio Italia Nostra ha annunciato una campagna a livello europeo dichiarandosi pronta a ricorrere alle vie giuridi-che pur di fermare la costruzione dei binari accanto al Duomo e al Battistero, con lei si è schierata Europa Nostra, e E Fai la cui presidente, Giulia Mozzoni Crespi, giusto un anno fa, aveva inviato al sindaco Leonardo Domenici una lettera accorata nella quale dichiarava la "perplessità" di fronte all'idea che «il "sacro spazio" di piazza San Giovanni possa in futuro venire ferito ogni tre minuti dal passaggio di un treno lungo 33 metri». Contrari per gli stessi motivi si so -no dichiarati Sgarbi, l'ex ministro Paolucci, la storica dell'arte Mina Gregori, Asor Rosa, Zeffirelli, e poi il deputato fiorentino di Forza Italia Paolo Bonaiuti e molti altri. GLI ERRORI DEL PD Non sono contrari, anzi, Verdi e ambientalisti i quali in nome dell'abbattimento (loro dicono sarà del 30 in meno) dell'inquinamento da CO2 sono disposti ad accettare lo stupro estetico della città argomentando che si deve difendere «Firenze città d'arte di valore universale»! Ragionamento tipico di Verdi e ambientalisti i quali invocando l'ovvio - tutti sono d'accordo a liberare le città dallo smog - propongono soluzioni peggiori del male, allineandosi con le scelte dei partiti di centrosinistra. Non provano neppure, Verdi e ambientalisti, a proporre soluzioni alternative, perché nel caso di Firenze la tramvia è sostenuta da esponenti del Pd nazionale a cominciare da Walter Veltroni (che non tollera che Firenze mantenga l'integrità estetica che è stata sottratta a Roma, grazie anche a lui); e da Francesco Rutelli, ministro uscente dei Beni Culturali, che si è distinto a suo tempo per aver dato il placet all'obbrobrio dell'Ara Pacis, per poi dire che nel progetto non aveva capito bene l'impatto architettonico, evidentemente anche in questo caso c'è stato un problema di comprensione! L'affaire tramvia è dunque politico. Lo ha dichiarato Enrico Falqui di Legambiente Toscana: «Come ci hanno detto gli amici Rifkin, Cohn-Bendit e Commoner, accettando di sottoscrivere questo appello (a favore della tramvia, ndr), il voto del 17 febbraio sarà inevitabilmente un "voto politico" per il futuro della città. Coincide con l'inizio della campagna elettorale per il governo del Paese». A questo punto, le obiezioni nel merito passano in cavalleria: chi se ne importa se la linea 1 non prevede fermate davanti a un ospedale (di Torregalli) e a un cimitero (di Soffiano) che pure sono luoghi molto frequentati. BIGLIETTI A12 EURO Non interessa neppure il fatto che si verificheranno ingorghi terribili nelle strade che dovranno essere divise fra binari e automobili e le autoambulanze ne saranno vittime eccellenti visto che i binari saranno protetti da cordoli di 40 cm. Per non parlare dei 1000 alberi che verranno abbattuti (certo non interessano ai Verdi) per ottenere, secondo i calcoli dell'Ataf, la riduzione del 3-4 del traffico privato. Poi ci sarebbe la questione dei costi che fa venire la pelle d'oca se si pensa che per gestire la sola linea 1 occorrerebbero 8,5 milioni di euro che porterebbe il biglietto (per andare in pari con le spese di oggi, ma senza contare l'ammortamento delle spese di costruzione) a 12 euro! Poiché non è pensabile, la differenza la pagheranno tutti i cittadini in forma di tasse. Il Progetto TRE LINEE II progetto prevede tre linee tramviarie. La prima, collega la stazione di Santa Maria Novella a Scandicci, sarà pronta quest'anno. La seconda dovrebbe col legare l'aeroporto a piazza Duomo. La terza dovrebbe collegare l'Ospedale di Careggi-Fortezza. I lavori della Iinea2 e della 3 non sono cominciati I COSTI Le tre linee si sviluppano su un totale di circa 30 chilometri con oltre 40 fermate. Il costo complessivo è di oltre 700 milioni di euro e, perla prima volta in Italia, Ielinee2e3 vengono realizzate con lo strumento del project financing applicato al settore del trasporto pubblico locale. ALLE URNE La linea contestata è la nmero 2, che collega il comune di Scandicci al centro della città. Tra i favorevoli ci sono pure i Verdi: in nome dell'abbattimento dell'inquinamento accettano lo stupro estetico della città. Domani i fiorentini diranno fa loro alle urne.