LONDRA. Tutti potrebbero girare un film sul Cenacolo di Leonardo da Vinci. Ma solo Peter Greenaway poteva pensare di trasformare il capolavoro stesso in una pellìcola. All'autore de «I racconti del cuscino» è stato accordato il permesso straordinario di entrare con la sua troupe nel convento di Santa Maria delle Grazie, a Milano, dove è custodita l'Ultima Cena. Greenaway animerà il dipinto, facendone vivere i personaggi e trasformandolo in un'esperienza multimediale. Luci, ombre ed effetti speciali saranno proiettati direttamente sull'affresco per raccontare la storia di Cristo dalla nascita alla morte. Voci fuoricampo di attori interpreteranno i pensieri dei discepoli, che si interrogano tra loro su chi tradirà Gesù. Ma non si tratterà di un film agiografico. Anzi. Sul Cenacolo il cineasta proietterà anche immagini controverse del corpo nudo di Cristo e della crocifissione, tagliate da altri capolavori di Leonardo. «So già che qualcuno la giudicherà un'operazione blasfema - ha anticipato al "Guardian" - ma è solo il mio personale tentativo di connettere ottomila anni di arte con 112 anni di cinema». Le proiezioni si terranno live dal 16 aprile al 29 giugno, ma solo 25 persone alla volta potranno assistere alla performance a causa della fragilità dell'affresco. Greenaway, che all'inizio della sua carriera ha fatto il pittore, è alla ricerca di uno spazio comune tra arte e cinema. L'anno scorso con il film «Nightwatching» ha voluto raccontare la pittura attraverso Rembrandt. E con «Le valigie di Tulse Luper» ha dato vita a un'opera che, attraverso gli split-screen ricorrenti, le immagini in sovraimpressione e le continue citazioni, è diventata una narrazione multimediale più che un racconto cinematografico. Il progetto arte cinema non si fermerà al Cenacolo. Il regista ha già chiesto al Vaticano il permesso di poter animare il Giudizio Universale di Michelangelo nella cappella Sistina ed è in attesa di una risposta. Intanto, ha già ottenuto il via libera per lavorare sulle Nozze di Cana del Veronese (al Louvre) e su un capolavoro di Velazquez al Prado. Tra i suoi obiettivi ci sono anche Picasso, Monet e Pollock.
Greenaway trasforma l'Ultima Cena in un film multimediale
Peter Greenaway ha ottenuto il permesso di entrare nel convento di Santa Maria delle Grazie a Milano, dove è custodita l'Ultima Cena di Leonardo da Vinci, per creare un'esperienza multimediale. Il regista animerà il dipinto, facendone vivere i personaggi e proietterà luci, ombre ed effetti speciali per raccontare la storia di Cristo. Le proiezioni si terranno live dal 16 aprile al 29 giugno, con solo 25 persone alla volta. Greenaway cerca di connettere arte e cinema, come già fatto con il film Nightwatching e Le valigie di Tulse Luper. Ha già richiesto il permesso di lavorare sul Giudizio Universale di Michelangelo e sulle Nozze di Cana del Veronese.
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