Il Professore Asor Rosa,nettamente contrario alla costruzione della tramvia a Firenze, ha sentito il bisogno di giustificarsi perché le sue opinioni coincidono con quelle di Vittorio Sgarbi. Cosa c'è di strano se la pensano allo stesso modo? La cosa grave, mi sono detto, è che la pensino "in quel modo". In tutte le nazioni che spesso prendiamo a modello per definire il concetto di sviluppo sostenibile, di qualità della vita, di un nuovo modo di immaginare il nostro futuro, gli intellettuali svolgono il ruolo di chi produce idee, proposte, progetti per cambiare in meglio le cose. In Italia, a Firenze, due personaggi che tengono moltissimo ad essere annoverati tra i migliori dei nostri intellettuali sono apertamente schierati dalla parte di chi non vuole cambiare niente. Firenze è unica e va tutelata. Siamo così convinti di questo che non rinunceremo in aeternum all'idea che la nostra città possa assomigliare alle altre capitali europee. Vogliamo una città che sappia godere delle sue bellezze, più accogliente per i turisti, pronta a rispondere alle esigenze di muoversi, lavorare, "respirare": una città alleata della modernità. È possibile che due binari interrati che passano accanto al Battistero siano presentati come una catastrofe che sfigurerà per sempre il volto del centro storico di Firenze? Trovo imperdonabile, infine, che solo ora, dopo anni di preparazione, a lavori già iniziati, si "scoprano" le tare del progetto. Immaginate quale danno si produrrebbe se ora fermassimo i lavori. Leggendo l' intervento di Asor Rosa mi è tornata alla mente una commedia che sicuramente molti conoscono. L'importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde. Tutti i personaggi sembrano affetti da una singolare deformazione per cui non possono fare a meno di guardare la realtà senza travisarla a loro uso e consumo. Purtroppo è così: si può anche smarrire la capacità di ricercare la verità, quando la posizione di cui godiamo ci consente l'illusione di poter non cambiare nulla o quella, talvolta ancor più pericolosa, di voler cambiare tutto. ASSESSORE ALLA CULTURA E TURISMO DELLA REGIONE TOSCANA
FIRENZE - TRAMVIA : L'importanza di chiamarsi Asor Rosa
Il professore Asor Rosa si è espresso contro la costruzione della tramvia a Firenze, affermando che la città è unica e deve essere tutelata. Sostiene che la città deve essere pronta a rispondere alle esigenze di muoversi, lavorare e "respirare", ma che la costruzione della tramvia potrebbe sfiggere il volto del centro storico. Asor Rosa critica coloro che sostengono la costruzione della tramvia, affermando che si tratta di una "catastrofe" e che solo ora, dopo anni di preparazione, si "scoprono" le tare del progetto. Il professore sostiene che la costruzione della tramvia potrebbe produrre danni irreparabili alla città.
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