SABATO, 16 FEBBRAIO 2008 Pagina 54 - Cultura Polemiche Risposta a Filippo Coarelli Il Georadar ha individuato un monumento grande quanto un foro La posizione del Lupercale è da sempre controversa ma ora cè il Ninfeo -------------------------------------------------------------------------------- La posizione del Lupercale da sempre è controversa e ancora lo sarà. Ogni generazione riscrive la storia, variandola, ma ripetizione non è. Era lunico monumento famoso alla radice del Palatino verso lAventino. La distanza fra le due collocazioni possibili a sinistra o a destra delle scalae Caci e di circa 66 metri. Ha senso discutere per tanto poco? Sì, perché lapprossimazione distrugge ogni scienza (di qui la necessità dei "sistemi informativi archeologici"), e perché se il santuario si trovava a destra ha poi finito per trovarsi nella casa di Augusto, che non è poco Ponevo anchio il Lupercale a sinistra, ma il ritrovamento del ninfeo mi ha indotto a preferire lipotesi a destra. In entrambe le posizioni il Lupercale è vicino ai Templi di Vittoria e Magna Mater, per cui varie fonti che li menzionano non aiutano a discriminare fra quel sinistra o destra, Dionigi compreso. Solo Velleio farebbe propendere per la sinistra, ma esiste Servio Coarelli non lo cita che riporta il Lupercale a destra. Infatti lo colloca in Circo, cioè (sul Palatino) rivolto al Circo. Se prolunghiamo verso valle lasse delle scalae Caci, il Circo si trova completamente a destra, per cui anche a destra dovrebbe stare il Lupercale (ma esistono anche altri suoi nessi con il Circo). Velleio va dunque interpretato. Del ninfeo già sapevamo, ma il ritrovamento offre nuovi dati: collocazione, quota profonda, costruzione nel tufo naturale: elementi importanti Nelle res gestae Augusto elenca le sue "nuove opere", fra cui il Lupercale, da lui fatto più che rifatto. E poi Dionigi scrive del santuario: "Il bosco non sussiste più, ma si indica ancora la grotta, una costruzione aggiunta, addossata al Palatino". Il dettaglio, generalmente tralasciato, bene si accorda con il ninfeo risuscitato. Non una grotta dobbiamo dunque cercare, ma una costruzione dove un tempo era stato il primitivo antro. Le iconografie del Lupercale mostrano sovente una grotticella, ma si tratta di quella in cui era alloggiata leffigie della lupa coi gemelli, la quale si trovava in un "recinto" che Dionigi distingue dalla grotta con fonte (la "costruzione aggiunta"). Con M. de Vos, dato la decorazione agli anni al 40-20 a. C. Nulla centrano gli imperatori giulio-claudi, Nerone compreso, la cui domus non raggiungeva la radice del monte. Laquila che orna il ninfeo è frequente nelliconografia del Lupercale, ma potrebbe anche rimandare ad Augusto. Vedo quindi male un privato. Lipotesi della Soprintendenza e mia, già di Lanciani, non è dunque "screditata", per cui possiamo ancora preferirla, portandone le conseguenze critiche fino in fondo, come si fa con un esperimento: solo scavi potranno confermarla o smentirla. Se così non fosse non ci spiegheremmo questo Coarelli del 1996: "Il tipo di decorazione (del ninfeo) non esclude affatto lidentificazione (col Lupercale)". Delle mie scoperte tra Palatino e Foro Coarelli nomina solo le interpretazioni, senza proporne di alternative. La grande magione rinvenuta nel Santuario di Vesta (750-600 a. C.) conferma la sua ipotesi sulla domus Regia di Numa e Anco Marcio in quel luogo, ma se vi sia accordo o disaccordo non arrivo ancora a capire. Per il Quirinale e il Tempio di Quirino non è tanto importante quanto fosse esteso il colle al tempo della città. Conta piuttosto quale fosse larce più antica e sacralmente significativa, che ragionevolmente è da porre presso il colle Salutare più che in periferia. Il politeismo romano e il dio Quirino sono evidentemente più antichi della città, per cui bisogna tener conto della realtà proto-urbana, non solo di quella arcaica. Grazie alle prospezioni elettromagnetiche abbiamo individuato questarce, distinta tra valli, e su di essa il Georadar ha rilevato tracce di un monumento grande quanto un foro. Cosaltro potrebbe essere se non il complesso cesariano-augusteo di Quirino? E poi vi è liscrizione a Quirino Conclude: "La posizione al tempio va riconosciuta nellarea di Palazzo Barberini", dichiarazione alquanto apodittica In Cercando Quirino (Einaudi) ho presentato la localizzazione ai Cavalieri di Malta del Tempio di Diana sullAventino. Tutti gli indizi utili a collocare i frammenti della pianta marmorea Severiana, al contrario di quanto sostiene Coarelli, provengono da SantAlessio (per noi il Tempio di Minerva) e Santa Sabina: vasi attici arcaici integri, torso arcaizzante, statuetta di Diana, iscrizione (D) iana Inoltre il tempio con quello di Minerva erano in arce cioè sullAventino lungo il Tevere, punto più alto del monte, dove oggi stanno le chiese. Infine la Chiesa di Anastasia non si data a Damaso (366-384 d. C.), che non fonda la chiesa ma semplicemente la orna di pitture, per cui rappresenta meramente un terminus ante quem. Solo ora sappiamo che venne costruita sopra il fronte della casa di Augusto, per cui bisogna pensare a una commissione imperiale. Conosce Coarelli committente più persuasivo di Anastasia, sorella di Costantino, il costruttore delle chiese più antiche di Roma? Inoltre la chiesa è legata al Natale originario, che le fonti datano tra il 325 (Concilio di Nicea, dove si tratta della Pasqua, non del Natale) e il 335 (Depositio Martyrum). Siamo al tempo dellultima visita di Costantino a Roma nel 326 (su Lupercale, casa di Augusto e chiesa di Anastasia rimando a un mio prossimo libro Laterza). Faccio prospezioni, scavo, pubblico relazioni di scavo, scrivo saggi, parlo alla gente tramite lezioni e media: è il mio piacere e anche un dovere. Dubitare sempre dobbiamo ben poco è certo, e il resto è solamente più o meno improbabile (anche le leggi naturali sono probabilistiche), eppure al tempo stesso non possiamo evitare di fare scelte critiche e quindi di anche di rischiare, se vogliano ricostruire e narrare, e queste preferenze abbiamo lonere di motivare e difendere, finché ci crediamo. Da venti anni Coarelli tace sulle mie ricerche, che invece dovrebbe discutere in ambito scientifico. Se il "bombardamento mediatico" lo ha spinto finalmente ad esprimersi sui deprecati media, eccone la comprovata lutilità. E non è forse un bene che Roma antica sia tornata a interessare loccidente, anzi il globo? Se la mia curiosità per il totemismo viene ricambiata dallattenzione ai monumenti di Roma di un Australiano, e mi convincessi di aver recato un contributo in tal senso, ne sarei fiero. Daltra parte è impossibile pretendere che i media siano privi di inesattezze e sensazionalismi; per il rigore cè la turris austera degli studi, che vorremmo tuttavia meno tradizionalista, più tollerante, aperta al nuovo che esce dalla terra. Comunicare, narrare è importante quanto ricercare seriamente e interpretare con creatività storica; altrimenti i nostri studi moriranno (a Londra, se non erro, non si insegna più archeologia classica).
la Repubblica
16 Febbraio 2008
DIBATTITO ARCHEOLOGICO: Per S. Anastasia sappiamo ora che fu costruita sopra il fronte della casa di Augusto
AN
Andrea Carandini
la Repubblica
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Corriere della Sera · 20 Mar 2003
Una maschera d'avorio per Apollo
Corriere della Sera · 1 Apr 2003
Il Satiro danzante incanta Montecitorio
Corriere della Sera · 7 Mag 2003
Il palatino è di tutti
Corriere della Sera · 17 Gen 2005
L'eredità di Adriano La Regina: il rigore e le idee
Corriere della Sera · 13 Dic 2005
Archeologia e degrado. Una legge speciale
Corriere della Sera · 17 Feb 2006
Palatino. Il metodo e i mezzi
Corriere della Sera · 4 Apr 2006
Roma. Le rovine non spiegate
Corriere della Sera · 23 Gen 2007
Promemoria per il ministro. A proposito di Palatino
Corriere della Sera · 20 Apr 2007
Roma. Il museo della svolta
la Repubblica · 29 Set 2007
Le notti bianche del divino nerone
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
il Giornale · 16 Feb 2006
Le spese pazze della lirica . Un debito da 120 milioni
la Repubblica · 16 Feb 2006
Petruzzelli: sì al progetto modificato
la Repubblica · 16 Feb 2006
L'odissea della ricostruzione tra processi, liti e colpi di scena
APCOM · 16 Feb 2006
BENI CULTURALI BASAGLIA NUOVO PRESIDENTE DI ARCUS
la Repubblica · 16 Feb 2006
Un parco sulle terre tolte ai clan. Tredici ettari all'inizio della Cassia, confiscati a Enrico Nicoletti
Il Denaro · 16 Feb 2006
Scavi, Pompei fa scuola di valorizzazione a Sofia
la Repubblica · 17 Feb 2006
Via il parco sopra la Domus Aurea. Il ministro Buttiglione: "Solo così salveremo quei capolavori "
la Repubblica · 17 Feb 2006
Sos Palatino, frane e crolli malato il Colle degli imperatori
Il Tirreno · 17 Feb 2006
Paolucci va in pensione, anzi no. Vuole la proroga-bis
La Sicilia · 17 Feb 2006
Granata: Alla Bit i nostri siti Unesco
La Nuova Sardegna · 17 Feb 2006
Sassari. Quattordici chiese spogliate in parte dei loro tesori.L'ex sovrintendente Dander imputati con altri sei tecnici
La Nazione · 17 Feb 2006
Lucca. Opere d'arte ai raggi X
Il Messaggero · 17 Feb 2006
Il Palatino è malato: per sanarlo pronto il piano d'emergenza
Il Messaggero · 17 Feb 2006
Su quelle pendici, 28 secoli fa, Romolo costruì la sua capanna
Italia Oggi · 17 Feb 2006
Codice appalti, corsa contro il tempo
L'Indipendente (Milano) · 17 Feb 2006
Buttiglione a caccia di tesori
Gazzetta di Modena · 17 Feb 2006
San Valentino ai musei ticket gratis per pochi
La Gazzetta del Mezzogiorno · 16 Feb 2006
Il sottosegretario Bono: tra dieci giorni nessuno avrà più alibi
Il Corriere del Giorno · 16 Feb 2006
Buttiglione: Il Vittorio Veneto è un bene culturale
Corriere della Sera · 16 Feb 2006
Petruzzelli, vince il compromesso: sì a progetto e modifiche