Una rassegna itinerante con 120 immagini di 14 autori su 41 luoghi del Belpaese nella lista del Patrimonio mondiale -------------------------------------------------------------------------------- Il Colosseo messo in prospettiva dalla fuga del tempio di Venere, il castello Estense che irrompe dentro una casa di Ferrara attraverso una finestra spalancata, ma anche la linea sinuosa di una strada sterrata che disegna il paesaggio delle Val DOrcia. Gabriele Basilico, Luciano Romano e Gianni Berengo (autori delle tre foto) avevano soggetti difficili da inquadrare. Perché - come il resto delle 120 immagini che costituiscono la mostra "UnescoItalia, 41 siti italiani Patrimonio mondiale nellopera di 14 fotografi" - sono talmente belli e tantissimo rappresentati da risultare banali. In più, ai 14 artisti (oltre ai tre, Olivo Barbieri, Giuseppina Caltagirone, Luca Campigotto, Dario Coletti, William Guerrieri, Vittore Fossati, Mimmo Jodice, Giuseppe Leone, Marc Lesimple, Raffaela Mariniello e Ferdinando Scianna) è stato chiesto di puntare lobiettivo su un sito eccellente dei luoghi italiani valorizzati dallUnesco: San Marco per Venezia, la cattedrale di Wiligelmo per Modena, i templi della Magna Grecia per Agrigento. E questo nellambito di uniniziativa che, voluta dai ministeri Beni culturali ed Esteri, porterà i gioielli del Belpaese e i lavori di alcuni protagonisti della fotografia italiana in giro per il mondo. Il Grand tour che, da Nord alle isole, si snoda nelle sale espositive della Biblioteca nazionale, è fatto soprattutto di immagini recenti, di paesaggi senza persone e, prevalentemente, di foto in bianco e nero: non solo da parte dei maestri (come Scianna alle Cinque terre), ma anche dalla romana Caltagirone (Ravenna) e dalla napoletana Mariniello (Paestum), da Coletti (Tivoli) e da Leone (la sua Sicilia). Maria Rosaria Nappi, la curatrice, scrive che lo scopo della mostra è «la riappropriazione visiva del Patrimonio». Obiettivo centrato. Speriamo solo che smog, abusivismo e degrado non trasformino tra centanni questi scatti in bianchi e neri carichi di nostalgia per lItalia sparita quali sono, oggi, per noi, le foto Alinari.