Per il sindaco di Bari Michele Emiliano la demolizione degli ecomostri di Punta Perotti è stata una promessa fatta in campagna elettorale e onorata seppur tra le polemiche dell'opposizione. Non tanto per il gesto ma per il momento scelto, una settimana esatta dalle politiche del 2006: un grande spot per il centrosinistra. Due anni dopo, quelle cariche di tritolo rischiano di abbattersi sullo stesso sindaco. Con la stessa precisione, infatti, è arrivata la decisione della Corte europea per i diritti dell'uomo di Strasburgo che ha dichiarato ricevibile la richiesta dei costruttori di equa soddisfazione. Adesso la famiglia Matarrese ha inviato alla Corte il calcolo dei danni che ritiene di aver subito. Si parla di una richiesta di circa 500 milioni ai giudici di Strasburgo. Il sindaco ha tranquillizzato i suoi preoccupati collaboratori sostenendo che nella peggiore delle ipotesi, se bisognerà pagare, sarà lo Stato a dover provvedere e non il Comune.
PUGLIA - Punta Perotti. Ecomostro boomerang.
Per il sindaco di Bari Michele Emiliano la demolizione degli ecomostri di Punta Perotti è stata una promessa fatta in campagna elettorale e onorata seppur tra le polemiche dell'opposizione. Non tanto per il gesto ma per il momento scelto, una settimana esatta dalle politiche del 2006: un grande spot per il centrosinistra. Due anni dopo, quelle cariche di tritolo rischiano di abbattersi sullo stesso sindaco. Con la stessa precisione, infatti, è arrivata la decisione della Corte europea per i diritti dell'uomo di Strasburgo che ha dichiarato ricevibile la richiesta dei costruttori di equa soddisfazione. Adesso la famiglia Matarrese ha inviato alla Corte il calcolo dei danni che ritiene di aver subito. Si parla di una richiesta di circa 500 milioni ai giudici di Strasburgo. Il sindaco ha tranquillizzato i suoi preoccupati collaboratori sostenendo che nella peggiore delle ipotesi, se bisognerà pagare, sarà lo Stato a dover provvedere e non il Comune.
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