Rifiuti, tariffa al restyling e province sentinella Gli atti delle regioni troveranno spazio anche sui giornali Le amministrazioni locali sono tenute a determinare le tariffazioni per lo smaltimento dei rifiuti attraverso una quota fissa, una variabile e una legata allo spazzamento delle strade. Sarà loro cura, altresì, disporre delle riduzioni tariffarie nei confronti dei produttori di rifiuti che dimostrino di aver avviato rifiuti allo smaltimento tramite soggetto diverso dal gestore. Saranno le province a monitorare le attività di recupero dei rifiuti disponendo visite ispettive preventive nei siti loro comunicati. La valutazione di impatto ambientale, nel caso di progetti la cui competenza è assegnata alle regioni, approderà sui quotidiani a diffusione regionale o provinciale e potrà anche essere sottoposta al gradimento dei cittadini interessati. Infine, nasce il comitato per la vigilanza sull'uso delle risorse idriche che vigilerà sulle modalità di erogazione dei servizi per individuare eventuali situazioni di criticità e di irregolarità al solo fine di tutelare e garantire i diritti degli utenti, definendo i livelli minimi di qualità di concerto con le regioni, i gestori e le associazioni dei consumatori. È quanto si prevede tra le righe del decreto legislativo n. 42008, recante norme correttive al codice dell'ambiente, entrato in vigore il 13 febbraio e che contiene norme di interesse per gli enti locali. Sconti tariffali a chi smaltisce rifiuti. Le amministrazioni locali dovranno provvedere a disporre una riduzione tariffaria nei confronti dei soggetti produttori di rifiuti che dimostrino di averli avviati al recupero tramite soggetto diverso dal gestore dei rifiuti urbani. La tariffazione per le quantità conferite, determinata dall'amministrazione comunale sempre tenendo d'occhio il principio della copertura integrale dei costi del servizio prestato, dovrà infatti comprendere una parte fissa, una variabile e una quota dei costi dello spezzamento stradale. Le amministrazioni locali dovranno operare la misura di dette tariffazioni tenendo conto anche della natura dei rifiuti, del tipo e delle dimensioni economi-che e operative delle attività che li producono. Alle province, invece, come dispone l'articolo 186 del codice ambientale, corretto dal decreto voluto dal ministro dell'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, spetta, in ossequio all'articolo 19 del Tuel, la programmazione e l'organizzazione del recupero e dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, senza che questo però comporti maggiori oneri per le casse pubbliche, in quanto le funzioni de quo dovranno esercitarsi con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili. Sarà infine obbligo, da parte del gestore del servizio integrato dei rifiuti, applicare a tutto il personale, non dipendente da amministrazioni pubbliche, il contratto collettivo del settore igiene ambientale. Recupero rifiuti, vigilanza province. Le comunicazioni per l'esercizio delle operazioni di recupero dovranno essere inviate alla provincia territorialmente competente. Si potrà intraprendere tale attività solo quando siano decorsi 90 giorni dalla comunicazione di inizio attività, entro dieci giorni dal ricevimento da parte dell'ente territoriale della predetta comunicazione. Saranno infatti disposte, da parte della provincia, delle visite ispettive preventive, entro 60 giorni dalla data di presentazione della comunicazione. La provincia dovrà iscrivere in un apposito registro le imprese che effettuano la comunicazione di inizio attività, che dovrà contenere indicazioni circa il rispetto di norme tecniche e specifiche e che dovrà essere rinnovata ogni cinque anni o al sorgere di modifiche sostanziali nella tipologia di attività svolta. In caso di inosservanza, la provincia, con j provvedimento motivato, dispone il divieto di inizio ovvero la sospensione dell'attività, salvo che il soggetto interessato non provveda a conformare la sua attività alla normativa vigente e comunque nei limiti temporali e con le prescrizioni stabilite dall'amministrazione provinciale. Impatto ambientale senza segreti. Per quanto riguarda il procedimento di valutazione di impatto ambientale, il decreto in osservazione promuove la consultazione del progetto attraverso «notizia a mezzo stampa» nonché sul sito web dell'autorità competente. Qualora i progetti siano di competenza delle regioni, le pubblicazioni a mezzo stampa dovranno essere affidate a quotidiani la cui diffusione copre l'ambito regionale o provinciale. La pubblicazione dovrà contenere, oltre a una breve descrizione del progetto e dei suoi possibili principali impatti ambientali, l'indicazione delle sedi ove possono essere consultati gli atti nella loro interezza e i termini entro i quali proporre eventuali osservazioni. Il passo che il decreto correttivo innova è contenuto all'articolo 24, ove si dispone che è facoltà dell'autorità proponente proporre una sorta di «consultazione popolare», nel senso che si potrà disporre un'inchiesta pubblica per l'esame dello studio di impatto ambientale, dei pareri forniti dalle pubbliche amministrazioni coinvolte e delle osservazioni dei cittadini. Qualora attivata, l'inchiesta dovrà concludersi con una relazione sui lavori svolti e un giudizio sui risultati emersi, con l'obbligo di valutarli ai fini del provvedimento di valutazione dell'impatto ambientale. Risorse idriche tutelate. Gli adeguamenti delle tariffe del servizio idrico dovranno essere determinati in modo regolare, occorre salvaguardare e tutelare gli interessi degli utenti. Così, operando una sostituzione all'articolo 161 del codice ambientale, nasce il comitato per la vigilanza sull'uso delle risorse idriche. Al suo interno opereranno sette componenti di cui tre di nomina diretta dei presidenti delle regioni. Sarà il nuovo comitato a predisporre il metodo tariffario per la determinazione della tariffa del servizio idrico nonché le modalità per la sua revisione periodica. Tra le sue prerogative, il comitato emanerà direttive atte a garantire la trasparenza della contabilità delle gestioni valutando i costi delle singole prestazioni. I livelli minimi di qualità del servizio saranno pianificati di concerto con le regioni, i gestori e le associazioni dei consumatori.