È di Verdi Ambiente e Società e Green Cross Italia II sindaco: «Sono sconcertato, qualcuno intervenga» SANTA MARGHERITA. Nuovo ricorso al Tar contro l'allungamento della diga foranea: a presentarlo sono state le associazioni ambientaliste Verdi Ambiente e Società e Green Cross Italia, difese dall'avvocato Daniele Granara, contro il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il provveditorato alle opere pubbliche, la Regione, il Comune di Santa Margherita, la Provincia, il ministero per i Beni e le Attività Culturali, l'Agenzia del Demanio, la capitaneria di porto di Genova, e la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Liguria, ovvero gli enti che avevano partecipato alla conferenza dei servizi per l'allungamento del molo foraneo, un intervento che dovrebbe venire realizzato dal provveditorato alle opere pubbliche per un importo pari a due milioni e mezzo di euro. Spiega Granara: «Abbiamo presentato ricorso al Tar per varie ragioni e fra quelle principali si ricorda che manca il parere favorevole della Soprintendenza, quindi non si capisce come la conferenza dei servizi abbia potuto approvare tale progetto; l'area in questione è vincolata e le precedenti relazioni paesistiche tengono conto di questo aspetto. Ai fini della sicurezza non ha senso costruire il molo di sopra-flutto senza quello di sottoflutto, che per ragioni di impatto ambientale era stato opportunamente escluso dal progetto. A questo punto perché procedere con l'allungamento della diga?». Tra le motivazioni che il ricorso evidenzia «la mancanza del parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici». «Quanto deliberato dalla conferenza dei servizi non è chiaro - precisa Granara- Manca la Valutazione Ambientale Strategica, necessaria per rispettare le direttive comunitarie e la lettera congiunta che il sindaco Marsano ha ricevuto dalla Regione e dalla Soprintendenza è una conferma della correttezza di questo ricorso». Totalmente contrario a quanto dichiarato da Granara è il sindaco Claudio Marsano, che con toni accesi afferma: «Sono sconcertato. La messa in sicurezza del porto di Santa Margherita è fondamentale, ormai è una questione di importanza nazionale, qualcuno dovrà intervenire perché questa faccenda va conclusa». Il progetto del prolungamento del molo di sopraflutto di circa 80 metri, si legge nel ricorso al Tar, «provocherebbe un impatto artificiale di rilevanti dimensioni, pregiudicando i caratteri del porto e comporterebbe la occlusione delle visuali panoramiche del golfo del Tigullio orientale». Gli atti propedeutici alla realizzazione dell'opera erano già stati impugnati con un precedente ricorso presentato nel 2006 da Green Cross Italia, V AS. e Italia Nostra, che il Tar aveva accolto nel 2007: il provveditorato alle opere pubbliche aveva riawiato successivamente la procedura convocando la conferenza dei servizi, dalla quale era emerso che la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio chiedeva ulteriori integrazioni. SORPRESA IN CITTÀ «C'ERA L'ACCORDO» .. SANTA MARGHERITA. «Siamo sconcertati: dopo l'intervento del presidente della Regione, Claudio Burlando, credevamo di essere tutti d'accordo per l'allungamento della diga e la messa in sicurezza del porto. Oggi avremo un incontro con il comandante del porto per il nuovo regolamento portuale e la sistemazione degli ormeggi e cercheremo di capire meglio la situazione», ha detto ieri Gianfranco Cabella, presidente della società Progetto Sviluppo Santa Margherita Ligure, che raggruppa gli operatori portuali. Pietro Micheli, comandante del Circomare, afferma: «Mi spiace che ci sia un nuovo ricorso al Tar contro l'allungamento della diga: la riunione in programma con gli operatori portuali affronterà vari temi, tra i quali il nuovo regolamento portuale, che dovrà migliorare il livello della sicurezza e si parlerà di sistemazione degli ormeggi oltre che di destinazione d'uso definitiva delle aree portuali, per questo all'incontro interverrà anche il Comune». Il presidente del comitato "Tuteliamo Santa", Francesco Ortona, dice: «Avevo appena preso contatti con l'architetto Rossini della Soprintendenza per assicurami che venisse rispettato quanto deciso durante l'ultima conferenza dei servizi, ovvero che la parte finale della diga fosse una soffolta di dieci metri, che l'altezza del muro venisse abbassata e che negli atti si precisasse che il sottoflutto non sarà mai realizzato. Ora la novità del ricorso al Tar modifica le prospettive. Noi di "Tuteliamo Santa "continueremo a vigilare e se gli accordi presi durante la conferenza dei servizi non saranno rispettati faremo le nostre mosse». Ortona tuttavia precisa che il sodalizio da lui presieduto conferma che «se gli accordi presi saranno confermati non ci saranno ricorsi: occorre però che vengano rispettate le premesse annunciate nella conferenza dei servizi».