«Una battaglia di civiltà» secondo Paolo Bonaiuti. «Un atto di sabotaggio» per il sindaco Leonardo Domenici. E' Firenze la prima ad avere un election day. Domenica 17 febbraio 300 mila fiorentini sono chiamati a votare nel referendum consultivo per dire sì o no alla contestata tranvia. Se vinceranno i no, i lavori già iniziati (e quasi terminati per la linea da Scandicci a Santa Maria Novella) andranno avanti e la linea 2 passerà vicino al Duomo e al Battistero. Se vinceranno i sì, il comune, cui spetta comunque l'ultima parola, dovrà sedersi e discutere. «Ora che va di moda Obama, non capisco perché la giunta di sinistra non possa dire 'Yes, we can discuss"» protesta Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, possibile candidato sindaco della città («ne sarei onorato»), ma soprattutto fiorentino, da tempo in prima linea in questa «battaglia di civiltà». «Sono nato e cresciuto a Firenze e, come si usava allora in molte famiglie, sono stato allevato da una nanny inglese che mi ha insegnato la tolleranza e l'understatement. L'opposto di quello che oggi vedo nei toni della classe politica che governa la città. Altro che socialismo alla Tony Blair, qui siamo ai tempi di Leonid Breznev. La politica, chiusa nei palazzi, non ascolta la protesta. Eppure, anche Mao sosteneva che bisognava ascoltare il popolo». Almeno a parole, anche il sindaco Leonardo Domenici si dice pronto al dialogo. «Ho proposto un tavolo di confronto permanente su questi temi, perché il giorno dopo il referendum la città non si trovi ancora divisa. E ora anche a destra si parla di un tavolo dei volenterosi che medi la questione». Il clima resta da barricate, da città «partita», nella migliore tradizione guelfa e ghibellina. Sul filo dei voti e dei centimetri, perché, come puntualizza Bonaiuti, «non è un tram, ma è un Eurostar di 32 metri». E in certe strade ci passa appena. «Non glielo ha ordinato il medico di farla arrivare fino al Battistero. Poteva fermarsi alla stazione e poi i turisti avrebbero camminato». Perché il problema non è tanto che la tranvia colleghi le periferie al centro, ma che lo tagli. Così dicono i contrari. Ed è battaglia. A fianco di Bonaiuti la nobiltà fiorentina, da Bona Frescobaldi a Giorgiana Corsini e Sibilla della Gherardesca, insieme a sacerdoti della sinistra ortodossa come Alberto Asor Rosa e Pancho Pardi, l'ex sovrintendente Antonio Paulucci e la storica dell'arte Mina Gregori, Franco Zeffirelli e Andrea Bocceli. Dall'altra parte, oltre agli esponenti del Pd, a partire da Walter Veltroru, Francesco Rutelli e Dario Francesconi, il regista Leonardo Pieraccioni, il vignettista Sergio Staino, il docente di restauro Giorgio Bonsanti, l'ex magistrato Piero Luigi Vigna. E, a sorpresa, Giovanni Sartori, che ricorda: «Quando vivevo a Firenze, c'erano i tram e facevano il giro del Duomo. Era tutto ferro e scuotimenti. Ora ne fanno di felpati e silenziosi e non vedo l'obiezione di farli passare da lì. Non capisco tutta questa animosità, il traffico va sistemato e il trasporto pubblico è necessario». L'europarlamentare fiorentino Lapo Pistelli (tra i più accreditati a succedere a Domenici) non ha dubbi: «È un centro storico, non un museo. E poi dal Battistero ogni giorno transitano 2.300 autobus, che inquinano molto. Mentre in quel punto la linea 2 sarà elettrica». Domenica, secondo Bonaiuti, il voto è politico. Replica il sindaco. «A 8 anni dall'approvazione delle delibere, il referendum è un atto di sabotaggio verso la città e costa più di 1 milione di euro». Ma per Bonaiuti il prezzo da pagare per la tranvia sarebbe molto più alto.
FIRENZE - Un tram chiamato referendum. La città deve esprimersi sulla contestata tranvia che lambisce il Duomo e il Battistero.
Il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, ha promesso un tavolo di confronto permanente per discutere la tranvia, ma la questione rimane aperta. Il portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, sostiene che la tranvia è un atto di sabotaggio e che il sindaco non ascolta la protesta. Bonaiuti ha proposto un tavolo di confronto permanente per discutere la questione. La nobiltà fiorentina e alcuni sacerdoti della sinistra ortodossa sostengono la tranvia, mentre gli esponenti del Pd e altri oppositori sostengono che la tranvia taglierà il centro storico.
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