Italia nostra si mobilita Per Carlo Ripa di Meana il cantiere è «blindato per coprire le nefandezze in corso» Il parcheggio del Pincio come il muro di Berlino. Ad accostare il paragone è Carlo Ripa di Meana, presidente dell'associazione Italia Nostra, che ieri ha presentato il neonato comitato "Salviamo il Pincio - Viva Valadier" per denunciare «lo scempio ambientale del Pincio». Il futuro autoparco, un garage di sette piani, ospiterà 726 posti. Per l'associazione ambientalista il cantiere dei lavori si tratta di un vero e proprio «muro della vergogna» costruito per «nascondere i lavori di scavo per la costruzione del parcheggio ed escludere dalla vista dei cittadini quanto sta accadendo». Il «muro» in questione è lungo quasi due chilometri e va da piazza delle Camestre a piazza Napoleone I. Proprio per far conoscere ai cittadini «la nefandezza», Ripa di Meana ha annunciato che verranno organizzati dall'associazione «dei tour al cantiere per residenti e non solo». Il muro, ha tuonato il presidente di Italia Nostra «occupa tre quarti della sede stradale. In piazza Napoleone I, sulla terrazza del Pincio, è stata lasciata una trincea di qualche metro, ma anche lì sale impenetrabile il muro verde». IRREGOLARITÀ Italia Nostra ha rilevato cinque irregolarità nella progettazione e nell'appalto del parcheggio. «Non sono stati censiti i residenti», ha spiegato l'ingegnere urbanista Antonio Tamburrino, cattedratico d'idraulica, «la sovrintendenza ai Beni culturali non ritiene esaustive le ricerche archeologiche, non c'è traccia di verifica dell'opera rispetto al codice urbano». E come se non bastasse, ha proseguito, «i sondaggi hanno confermato la presenza di una falda idrica che una volta deviata può creare danni alle costruzioni della zona». «L'avidità dei costruttori e dei governanti non distruggerà il Pincio», ha precisato Ripa di Meana, «impedire quest'opera folle è nostro dovere. I romani faranno presto cadere il muro» e ha annunciato «ogni possibile iniziativa per contrastare lo scempio annunciato». A sostegno della tesi di Italia Nostra anche il consigliere del I municipio di Forza Italia Fabrizio Sequi. Secondo l'esponente azzurro «sull'operazione parking pincio registriamo un assordante silenzio della soprintendenza. Possibile - si chiede Sequi - che si continui a permettere un simile scempio?». Senza contare, ha aggiunto il consigliere, «il costo faraonico». «Parcheggi ad oltre 80mila euro l'uno e dal numero insufficiente per risolvere il problema del traffico e dei parcheggi nel centro», ha osservato. PARERI ILLUSTRI Sul parcheggio del Pincio si sono espressi noti architetti e urbanisti, come Bruno Filippo La Padula, professore di Storia del Giardino e del Paesaggio all'università la Sapienza di Roma. «Questo parco, regalato ai romani all'inizio dell'800, verrà modificato e sicuramente danneggiato irreparabilmente», ha illustrato l'architetto. «Le recinzioni», ha aggiunto, «tolgono ai cittadini i loro diritti, riducono la possibilità di utilizzare il verde e impediscono di vedere ciò che accade nelle aree di cantiere». Mentre Maria Concetta Salomone e Marina Ripa d Meana hanno annunciato: «Ci impegneremo a raccogliere firme dei cittadini residenti nel centro storico perché una volta informati, si oppongano, come noi, alla costruzione dell'autorimessa nel cuore del Pincio. Vogliamo che il Pincio resti soltanto un parco. Continueremo, come per il passato, a batterci strenuamente per la salvaguardia».