Il promotore del fronte del no alla tramvia (quello che voterà "si" al referendum di domenica) si chiama Mario Razzanelli. Consigliere comunaledell'Udc, alfiere dei referendum ad ogni costo (celebre quello contro il centro Coop di Gavinana perso in maniera nettissima), Razzanelli si è mosso all'inizio completamente solo contro il progetto di Palazzo Vecchio. Poi, passo passo, e soprattutto alla luce di una certa febbre elettorale che ha surriscaldato la temperatura degli italiani, è riuscito a raccogliere attorno a sé un'accolita assai curiosa di sostenitori. Dalla celebre storica dell'arte Mina Gregori, che ha paventato la caduta dei mosaici del Battistero al passaggio della tramvia, al presunto neofuturista Graziano Cecchini che ha annunciato clamorose proteste in quel di Firenze sulla scia del successo mediatico (e delle denunce) raccolte quando colorò di rosso l'acqua della Fontana di Trevi a Roma. Ma il più appassionato di tutti, nel clan di Razzanelli, è Vittorio Sgarbi. Sua la voce degli spot radiofonici che imperversano ad ogni ora e su ogni frequenza, sue le performance verbali, accesissime, contro il progetto tramvia e soprattutto contro il sindaco Domenici. Tanto accese che quest'ultimo si è visto costretto a scrivere alla collega Letizia Moratti, sindaco di Milano, per segnalarle la strana condotta del suo assessore (Sgarbi ha infatti la delega alla cultura nel capoluogo lombardo) che si butta a capofitto contro le scelte di un'amministrazione che non è la sua. Bon ton istituzionale vorrebbe, in effetti, che ciascuno pensasse ad amministrare bene le città delle quali è stato chiamato ad interessarsi. La reprimenda, però, non ha sortito alcun effetto. «Firenze, così come il Battistero e la Divina Commedia, non sono solo dei fiorentini - diceva il critico d'arte non meno di qualche giorno fa - E, allora, sulla tramvia, destinata a cambiare il volto della città, si faccia un referendum nazionale, magari nel giorno dell'election-day. Può darsi che la tramvia non sia, alla fine, quell'orrore che descrive Razzanelli. Di sicuro, però cambierà Firenze». Una cosa è certa, al caravanserraglio di Razzanelli, coloratissimo e suggestivo quanto si vuole, gli alleati di centrodestra non si sono voluti unire più di tanto. Anzi, a poche settimane dal referendum, il capogruppo di Forza Italia Angelo Pollina aveva detto a chiare note che questa consultazione referendaria era solo una tragica perdita di tempo e che la tramvia andava fatta. Affermazione prontamente rintuzzata dai suoi vertici. Ma tant'è, il clima che traspariva da quelle frasi era chiaro a tutti. Solo negli ultimi giorni i berlusconiani si sono dati da fare con opuscoli e volantini antitramvia. Il vento delle politiche soffia anche sul tram.
FIRENZE - TRAMVIA: C'è anche chi dice no alla Trmavia: Mina Gregori, Paolucci
Mario Razzanelli, consigliere comunale dell'Udc, è il promotore del fronte del no alla tramvia. Ha iniziato a parlare contro il progetto di Palazzo Vecchio, poi ha raccogliuto attorno a sé un gruppo di sostenitori, tra cui Mina Gregori, Graziano Cecchini e Vittorio Sgarbi. Sgarbi è noto per le sue performance verbali contro il progetto tramvia e il sindaco Domenici. Razzanelli ha anche ricevuto una reprimenda da Domenici per la sua condotta. Il fronte del no alla tramvia non ha ottenuto il sostegno di centrodestra, ma i berlusconiani hanno iniziato a pubblicare opuscoli e volantini antitramvia.
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