Il progetto nasce nel 1993 con la giunta Morales. Quindici anni di storia e le proteste dell'ultimo anno TUTTO INIZIÒ nel lontano 1993. Correvano gli anni della giunta fiorentina del socialista Giorgio Morales cui sarebbe succeduto, nel 1995, Mario Primicerio, il professore di Matematica vicino a La Pira chiamato a governare Firenze negli anni caldissimi del post tangentopoli, Fu deciso allora di riproporre il tram come mezzo di trasporto collettivo e il progetto fu inserito nel piano regolatore del 1993 che fu poi approvato nel 1998 dalla giunta Primicerio. Già nell'ottobre dell'88, sindaco Massimo Bogianckino, il Comune di Firenze aveva promosso un referendum consultivo che prevedeva anche una domanda sul gradimento della tramvia. La stragrande maggioranza dei fiorentini si espresse nettamente a favore del tram. Per Firenze non si tratta della prima linea tramviaria. I tram erano stati il mezzo di trasporto pubblico di Firenze dal 1890 al 1958 e in molte strade della città ancora oggi si intravedono le rotaie, quelle che i fiorentini ribattezzarono «verghe». Il massimo sviluppo del sistema fu raggiunto negli anni '30 con circa 220 km di linea. La svolta arriva nel 1999 quando la delibera del Consiglio comunale 609 del 19 aprile approva i lineamenti del Piano della mobilità nel quale è prevista la realizzazione del sistema tramviario. Contemporaneamente, nell'ambito delle intese sul passante ferroviario e la stazione di Firenze dell'alta velocità, si trovavano le intese di cofinanziamento da parte di Tav per una parte del sistema tramviario fiorentino. Dopodiché la giunta ha approvato il programma di intervento ed i relativi progetti definitivi. Il sistema tramviario fiorentino, finanziato dalla legge 211 1992, è anche inserito nella delibera Cipe 121 che approva il primo programma di opere strategiche della Legge Obiettivo 2002. Si tratta della Linea tramviaria 1 Firenze Santa Maria Novella - Scandicci (km7,5 con15fermate), la Linea tramviaria 2 Peretola Aeroporto - Duomo - Piazza della Libertà (km7,5 con17fermate), la Linea tramviaria 3 1 lotto: Ospedale di Careggi - Fortezza (km 4,5 con 9 fermate), 2 lotto: Fortezza Viale Europa( con diramazione a Rovezzano). La spesa complessiva per l'intero sistema tramviario finanziato (linea 1, linea 2 e primo lotto linea 3)ammonta a 487 milioni di euro. L'appalto per la prima linea Firenze-Scandicci ha visto la firma del contratto di costruzione il 6 giugno2003. I lavori per la realizzazione della prima linea sono iniziati il primo dicembre 2004 e termineranno entro il 2009. Dopo la definizione della prima linea, era necessaria una accelerazione anche per le linee 2 e 3, per evitare la perdita dei finanziamenti statali. A fronte però di una situazione di grave carenza di risorse pubbliche è stato deciso il ricorso alla finanza di progetto o project financing, strumento regolato dalla legge 109 del '94 che permette la realizzazione di opere di pubblica utilità grazie al cofinanziamento tra pubblica amministrazione e imprese private. Si è quindi messa in moto la procedura per ricercare un partner privato che si assumesse la quota mancante delle risorse per la costruzione delle linee 2 e 3, e che di conseguenza potesse poi gestire l'intera rete tramviaria. Nell'ottobre 2002 è quindi uscito il bando per la ricerca di un soggetto privato interessato al project, a cui ha risposto l'impresa francese Ratp, società controllata dal ministero delle Finanze francese, che gestisce le linee del trasporto pubblico della città di Parigi nonché due linee della Rer. Ratp ha costituito un'associazione temporanea d'impresa con soggetti italiani e la giunta il 6 settembre 2003 ha dato il via alla procedura di gara che si è svolta il 19 febbraio 2004 e si è conclusa con l'aggiudicazione della concessione a Ratp. La società di gestione che per 30 anni gestirà il sistema tramviario fiorentino è costituita per il 51 da Ratp e per il 49 da Ataf. Una storia lunga quindici anni, fatta di passaggi complessi sempre ratificati dal consiglio comunale. Solo nel corso del 2007, a cantiere della linea 1 quasi ultimato, è partita la protesta e la raccolta di firme contro le linee 2 e 3 che ha portato al referendum di domenica. Referendum consultivo, che teoricamente non sposta di una virgola progetti già ratificati da anni. Ma che, inutile negarlo, scombussola il clima politico della città.