Genova - Più Europa nel programma di Genova 2004, chiede il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, assistendo nel salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale al passaggio delle consegne tra Siegfried Nagl, sindaco di Graz, capitale culturale del 2003, e Giuseppe Pericu, primo cittadino di Genova, che lo sarà l'anno prossimo. Un incontro propiziato dalla diocesi, che ha aperto con il convegno, che prosegue oggi, il suo programma del 2004. Genova è culla di una cultura universale, ricorda il ministro, dunque non dimentichi di andare oltre il racconto di se stessa, anzi è bene che trovi occasioni per far sì che a Genova siano presenti, a vari livelli, le massime personalità e istituzioni dei 10 Paesi che contribuiranno ad allargare i confini europei il prossimo anno. E' un invito che arriva direttamente da Bruxelles, dal commissario europeo per la cultura, Viviane Reding, che Urbani ha incontrato l'altro ieri, condividendone il messaggio. Il collante europeo? I valori cristiani, sottolinea Urbani riprendendo le parole dell'arcivescovo Tarcisio Bertone, che nel suo intervento ha fortemente sottolineato questo aspetto: le radici cristiane non solo come passato, ma come fulcro dell'Europa unita, in cui alle donne spetta un ruolo decisivo (nel 2004 la diocesi genovese ricorderà in particolare Caterina Fieschi e Edith Stein). Ed è il cristianesimo, ha sottolineato il vescovo di Graz, monsignor Egon Kapellari, a legare due città tanto diverse, l'una porta tra occidente e oriente europeo, l'altra, Genova, porta sul Mediterraneo. Graz nel 2003 si è tirata a lucido, dice orgoglioso il sindaco Nagl, facendo dell'accoglienza un elemento distintivo. Cercheremo di fare altrettanto, risponde Pericu, «anche se dobbiamo ancora lavorare parecchio». L'elemento portante? La solidarietà, al centro del primo evento del programma, promosso dalla Fondazione Gaslini. Sul governo, ha assicurato il ministro Urbani, Genova 2004 potrà contare su tutti i dodici mesi dell'anno: «Faremo a gara a spendere bene le palanche». Finora sono arrivati 34 milioni di euro, contro i 25 di cui aveva goduto Bologna, capitale europea della cultura nel 2000. Per l'aumento di risorse da destinare alla promozione chiesto già nei mesi scorsi dal presidente della Regione, Sandro Biasotti, ieri si è trovata la sostanziale quadratura del cerchio. I cinque milioni di euro arriveranno alla società operativa, presieduta da Davide Viziano, attraverso una convenzione con Arcus (società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo di fresca istituzione: è stata varata il 16 ottobre), società creata dal ministero e finanziata con il 3 per cento degli investimenti per le infrastrutture realizzate con il project financing, quindi con denari di privati. Con il presidente della società, Mario Ciancia, già capo di gabinetto del ministro Urbani, il presidente Viziano avvierà contatti già dai prossimi giorni. «Per Genova 2004 abbiamo messo a disposizione una cifra senza pari ha commentato Urbani Il nostro auspicio era che i denari per la promozione fossero già lì dentro. Ma l'occasione è tale e il programma così ricco da non fare i ragionieri in senso restrittivo». «Per la promozione in Europa dice Viziano in realtà abbiamo già impegnato somme per 6,3 milioni di euro». Tramite l'accordo con Arcus, i fondi dovrebbero essere disponibili nella seconda metà del prossimo anno. Soddisfattissimo il presidente regionale Biasotti: «E' fondamentale pubblicizzare il 2004». Tranquillizzato dalla notizia il sindaco Pericu: «L'impegno ad assisterei da parte del governo è forte». Durante la sua visita a Genova, il ministro Urbani si è informato anche del futuro del museo del mare, dopo il tragico crollo dell'8 novembre. Pericu ha spiegato che il quadro dovrebbe chiarirsi entro un mese: se la magistratura dissequestrerà l'area in tempi brevi, si potrà procedere con il progetto originario dell'architetto Guillermo Vazquez Consuegra. Intanto possono andare avanti i lavori sull'edificio storico, sede dell'esposizione vera e propria e della mostra sui Transatlantici, una volta che i collaudi avranno dimostrato che non sussistono pericoli. Per l'allestimento del museo, due mesi sono sufficienti. Se tutto andasse bene, spiega il sindaco di Genova, il nastro potrebbe essere tagliato a giugno, invece che a marzo, assieme all'esposizione multimediale sui liners. Ma altre luci sono destinate ad accendersi sul 2004. Sono quelle previste dal Piano nazionale di illuminazione dei siti monumentali, che proprio ieri l'architetto Alberto Zipoli, progettista dell'illuminazione di via del campo, ha consegnato al ministro Urbani. Per la Liguria si prevede una spesa di 1-1,5 milioni di euro per valorizzare i percorsi del centro storico di Genova (le facciate della Ripa Maris e i palazzi dei Rolli sono i possibili "obiettivi") e le edicole votive disseminate nei vicoli. Ma sono previsti interventi anche a Dolceacqua, Apricale e Vallebona (sulle tracce dei Doria) e a Borgio Verezzi nel Ponente ligure, a Lavagna (terra dell'ardesia e dei conti Fieschi) e nell'estremo levante a Portovenere.
Genova 2004 porta d'Europa
Il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, ha assistito al passaggio delle consegne tra Siegfried Nagl, sindaco di Graz, e Giuseppe Pericu, primo cittadino di Genova, che sarà la capitale culturale del 2004. Urbani ha sottolineato l'importanza di Genova come culla di una cultura universale e ha invitato a presentare le massime personalità e istituzioni dei 10 Paesi che contribuiranno ad allargare i confini europei. Il commissario europeo per la cultura, Viviane Reding, ha condiviso il messaggio. Il cristianesimo è stato presentato come il collante europeo, legando due città diverse.
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