Razzanelli, lei sostiene che la tramvia distruggerà Firenze. Ma è meglio che accanto al Duomo passino 2mila bus al giorno? «Questa è quello che racconta il vicesindaco per tenere in piedi un progetto che non sta né in cielo né in terra. I favorevoli alla tramvia dicono che migliorerà la salute dei cittadini e che il tram in piazza Duomo è meno inquinante dei bus: per l'inquinamento atmosferico sono d'accordo,mail discorso non vale per quello acustico; il tratto centrale poi è di circa 1 km, ma sui restanti 38 il tram viaggia col traffico pubblico e privato. Il risultato? In piazza Duomo resta l'inquinamento acustico, che nel resto della città raddoppia, mentre aumenta quello atmosferico perché le auto saranno perennemente in coda. In piazza Duomo vogliamo la pedonalizzazione e una metropolitana leggera, sul modello di Brescia, per i collegamenti della città». I fiorentini però chiedono una risposta in tempi brevi al problema del traffico. Se si ferma la tramvia, qual è l'alternativa? «Completare la linea 1 in tempi rapidi, col ramo fino a Torregalli. Poi ricontrattare i contratti capestro sottoscritti con chi dovrebbe gestirla. Le linee 2 e 3 sono improponibili: non risolvono il problema del traffico, distruggono i viali del Poggi,conla situazione più paradossale in piazza Libertà. Una soluzione rapida c'è da 10 anni: il progetto di metropolitana leggera. A Brescia hanno iniziato nel 2003 e finiranno tra un paio d'anni. Per bypassare il periodo propongo piccoli bus ecologici che dai viali entrino in centro, aumentando la frequenza dei bus con una circolare che funzioni, su corsie preferenziali». Ma lei è mai stato in una città dove funziona una tramvia? «Hanno condizioni e spazi diversi: penso a via dello Statuto, non vorrei essere il malato sull'ambulanza che deve sorpassare il tram e fare lo slalom tra i pali. A Bordeaux poi, con spazi più ampi, la tramvia è stata fatta a raso e alimentata da terra. A Firenze sono state anche scelte tecnologie vecchie». Costi e trasparenza: quanto spende per la campagna? «Tra i 50 e i 100mila euro: ho messo soldi anch'io e si sono frugate in tasca tante associazioni e persone. Ma per dire chi sono dovrei chiedere la loro autorizzazione, per rispetto della riservatezza tante volte invocata. Se non lo facessi potrei ledere un rapporto di fiducia».