Con 160 mila euro rimesse a nuovo 89 pietre tombali del cimitero israelitico della Certosa -------------------------------------------------------------------------------- Le lapidi cadute e frantumate sono state rimesse in piedi, ma non sono stati cancellati i segni delle fratture, impresse nella storia stessa della comunità ebraica bolognese. Una storia che oggi si può ripercorrere tra le antiche tombe del cimitero israelitico alla Certosa di Bologna, rimesso a nuovo con 160 mila euro di finanziamenti statali mentre si aspettano circa 800 mila euro per completare il restauro di quella che la religione definisce «casa della vita». Un percorso nella memoria che si snoda tra le tombe ricche e decorate in stile liberty dallo scultore Saverio Montaguti dei primi anni del 900, tra cui quella della famiglia Zamorani, proprietaria allepoca de «Il Resto del Carlino», e arriva alle sobrie lastre orizzontali di oggi. Negli epitaffi, la tragica dispersione di una comunità nel dramma dellolocausto, che dopo la prima guerra mondiale elogiava il sacrificio per la patria del giovane soldato Claudio Cividali, e qualche decina di anni dopo poteva scrivere sulla tomba di Arrigo Zamorani solo «deportato il 1 aprile 1944 dai tedeschi e scomparso». Larchitetto Daniele De Paz dello studio sgLab, con i progettisti Camilla Bottino e Andrea Morpurgo, in collaborazione con il Comune, Hera e la Soprintendenza, hanno restaurato 89 pietre tombali, distribuite in tre campi di cui il primo risale al 1867. Non tutte le fratture però sono ancora finite. «Il 20 novembre scorso i restauratori hanno messo in fuga 4 ragazzi incappucciati - ricorda larchitetto Bottino - le lapidi appena stuccate venivano trovate rovinate il giorno dopo». Lantisemitismo sembra un male tenace.
BOLOGNA - restauro - Nelle lapidi la storia della comunità ebraica
Il cimitero israelitico della Certosa di Bologna è stato restaurato con 160 mila euro di finanziamenti statali. 89 pietre tombali sono state rimesse in piedi, ma non sono state cancellate le fratture. Il restauro è stato realizzato dallo studio sgLab, in collaborazione con il Comune, Hera e la Soprintendenza. La comunità ebraica bolognese ha una storia ricca e tragica, segnata dallolocausto. Le tombe del cimitero contengono epitaffi che raccontano la dispersione della comunità e la scomparsa di alcuni membri. Non tutte le fratture sono ancora finite, e lantisemitismo sembra un male tenace.
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