Dopo le polemiche di un consigliere comunale della Destra su ipotetici abusi, lArchitetto replica e illustra il suo progetto "Con la mia Fondazione tutta la zona è stata riqualificata" "Lente ospita larchivio e svolge attività didattica con giovani studenti" "Laccesso al mare è del tutto libero e a disposizione di chi abita in zona" -------------------------------------------------------------------------------- Laccusa è arrivata laltro giorno, in consiglio comunale, da Gianni Bernabò Brea, consigliere prima di An, ora del gruppo misto perché ha scelto "La Destra" di Storace. Riguarda la sorte di "Villa Azzurra" un ex albergo, proprio di fronte la galleria di Vesima, ristrutturato per diventare la sede della "Workshop Foundation", la fondazione voluta da Renzo Piano, per accogliere larchivio di tutti i suoi progetti, (ha scelto di lasciarli a Genova) e per lezioni e stage aperti agli studenti e ai laureati delle facoltà di Architettura. Secondo Gianni Bernabò Brea, gli enti pubblici avrebbero «chiuso tutti e due gli occhi» consentendo abusi edilizi, perfino la chiusura di un accesso al mare. Perché? Renzo Piano, con il suo "Rpbw" di Punta Italia, può fare tutto ciò che vuole, in sintesi. Ma i documenti smentiscono questa tesi, a cominciare da quello con cui la Provincia affida la zona, ereditata dalla gestione Anas, in commodato duso per ventanni alla Fondazione. E dallaltro, che specifica il ruolo e le finalità della Fondazione. Con precise contro partite. La prima è la realizzazione di un parcheggio, la seconda è lonere di spese di manutenzione, ordinaria e straordinaria, la terza è che tutte le opere che migliorano la zona, a scadenza del contratto, saranno incamerate dalla Provincia, che, nel frattempo diventa socia della Fondazione stessa. E poi ci sono i pareri favorevoli, a partire dalla Sovraintendenza. Renzo Piano, da Parigi, si stupisce, quasi, per le accuse. Non capisce come possano essere nate, si amareggia. E appena rientrato da Los Angeles, larchitetto dellExpò, e commenta: «Intanto bisognerebbe non confondere il Renzo Piano Building Workshop con la Fondazione. Sono due cose del tutto diverse, la Fondazione lho voluta per ospitare larchivio e, soprattutto, per svolgere attività didattica con giovani studenti. E, dal momento che è un mio progetto, sono nostri anche i soldi investiti». Il consigliere Bernabò Brea parla di accesso al mare negato, di abusi edilizi, come il tetto di "Villa Azzurra", scavato per ricavare un terrazzo. E allora? «Allora le cose non stanno così. Noi abbiamo realizzato la riqualificazione, laccesso al mare è del tutto libero e a disposizione di chi abita in zona o sceglie quella spiaggia. Adesso cè una zona a mare bella, libera, con panchine, palme e tutto il resto, dove la gente va volentieri a passeggiare, mi pare. Abbiamo costruito un parcheggio dallaltro lato strada, sul versante della galleria, con lo stesso numero di posti auto che stavano nella parte di Villa Azzurra, proprio per liberare al massimo la parte verso mare». Architetto Piano, cè un cancello che sbarra laccesso alla spiaggia? «Certo, il demanio sta facendo una serie di lavori per rafforzare la parte sottostante e, vista la possibile pericolosità, fin quando non avranno finito il cancello resta. Lo toglieranno dopo». Non resta che capire la storia di Villa Azzurra. Renzo Piano: «Era di proprietà di una signora detà, che ha accettato di venderla alla Fondazione». Avete costruito una sorta di terrazzo sul tetto, che prima non cera?: «Ho sentito questa storia del tetto, in realtà, noi abbiamo diminuito laltezza del corpo ristrutturato, perché abbiamo tolto il vecchio torrione, con un progetto approvato, naturalmente dal Sovrintendente, con interni accurati, rifiniti con materiali cercati con cura, dove prima cera labbandono. Sinceramente non so che altro dire. O pensare». E chi ha collaborato al recupero della zona, sottolinea un particolare: di "Villa Azzurra" è stata mantenuta perfino la facciata dipinta.