Curioso l'elenco del "Foglio" delle proposte di leggi giacenti in Parlamento per la istituzione di nuovi parchi nazionali. I firmatari sono equamente distribuiti tra i vari gruppi. Molti sono parchi alla memoria di stragi ed eventi bellici. Ma gli altri spaziano dall'archeologia all'Etna, dalla via Flaminia a via Popilia-Annia. Ce ne sono anche di niente affatto nuovi come Portofino. Più d'uno si presta a commenti sfottenti. Certo, sempre meglio le proposte delle richieste di abrogazione, ma ci si sarebbe comunque aspettati una riflessione più seria su cosa devono essere i parchi e come se ne decide la istituzione. Doveva essere il tema della terza conferenza nazionale dei parchi ma con quel che bolle in pentola non credo che si discuterà di questo. Poi ci sono le strane cose che si dicono in Sardegna in nome di una presunta "sardità". Su "La Nuova Sardegna" è apparso per esempio un vero e proprio sproloquio del Movimento sardo pro territorio nel quale si legge: "La Provincia non si permetta di istituire un nuovo parco in Gallura senza prima che sia modificata la legge quadro nazionale. Questo sarebbe un atto di esproprio, colonialismo e prevaricazione». Vorrebbero insomma una legge che crei una moderna economia di mercato nelle aree interne, montane e costiere. C'è invece il sospetto che il parco non lo vogliano proprio perché la legge quadro del 1991 e la legge 426 parlano proprio dei progetti della montagna, delle coste e delle isole. Evidentemente sardità e sordità giocano brutti scherzi. Ma basterebbe forse un po' più di pudore per evitare di scrivere simili bischerate.