Per gli uffici tecnici il diniego è arrivato tardi, due giorni dopo i termini di legge stando al timbro postale della lettera -------------------------------------------------------------------------------- LUCCA. Tutto in un weekend. Permessi, dinieghi, variante. Calendario alla mano, al Comune bastano quattro giorni - dal 25 al 28 gennaio - per rimettere in moto il meccanismo di costruzione delle case al posto delle serre a San Macario. E neppure il no della Sovrintendenza - arrivato in ritardo, secondo gli uffici - blocca l'operazione immobiliare nata nell'estate del 2006 con il rilascio dei primi permessi a costruire intestati alla San Macario srl e poi passati alla società Imital. Anzi, l'operazione procede spedita. Va anche più veloce dell'adozione della variante al regolamento urbanistico che elimina proprio la possibilità di costruire case al posto delle serre. E che forse avrebbe creato qualche problema anche a questo intervento. Infatti, il 28 gennaio, di mattina, viene rilasciata la concessione edilizia per rivedere l'intervento di San Macario e la sera, a poche ore di distanza, vengono adottate le regole sulle serre. Oggi, comunque, grazie al nuovo permesso a costruire - che secondo la Sovrintendenza è nullo - la situazione è questa: la società Imital può realizzare 27 appartamenti (invece dei 32 autorizzati nel 2006) in quattro edifici, anziché in 6 come previsto nelle concessioni originarie (la 213 e 241 del luglio 2006). A novembre, quando presenta la nuova richiesta di permesso a costruire, la proprietà fa presente al Comune che riducendo il numero degli appartamenti riduce anche le volumetrie. La Sovrintendenza, però, è contraria a questa operazione: l'accorpamento dei volumi in quattro edifici rende i nuovi fabbricati troppo invasivi. La soluzione proposta, insomma, andrebbe a modificare in modo radicale l'area. Ma la posizione delle Belle arti (vincolante sull'area tutelata dal punto di vista paesaggistico), viene ignorata dal Comune. Perché arrivata fuori tempo massimo, ribadiscono gli uffici. Ecco quindi che scoppia la guerra delle date. A permesso già rilasciato. E per ricostruire bene la vicenda è necessario avere il calendario alla mano. 25 GENNAIO Il 25 gennaio la Sovrintendenza emette il decreto di annullamento del permesso a costruire richiesto da Imital per modificare l'operazione immobiliare avviata nel 2006. Il no della Sovrintendenza è netto. E viene messo nero su bianco entro i 60 giorni che le Belle arti hanno per esprimersi su progetti che interessano aree vincolate dal punto di vista paesaggistico, come quella di San Macario. La legge precisa che, trascorsi i 60 giorni dalla richiesta di parere, se la Sovrintendenza non si è espressa, la pratica si dà per approvata, in base al principio del silenzio-assenso. La Sovrintendenza ha presente la disposizione e, infatti, si esprime il 59 giorno: il decreto di annullamento porta la data di venerdì 25 gennaio. La data del giorno in cui il consiglio comunale inizia la discussione sulla variante al regolamento urbanistico e sui nuovi limiti al cemento. Solo che non riesce ad adottarla. E tutto viene rimandato al lunedì successivo, 28 gennaio. 28 GENNAIO La mattina del 28 gennaio il Comune rilascia alla Imital il nuovo permesso a costruire per realizzare 27 appartamenti in 4 edifici al posto delle serre di San Macario. Questo accorpamento di volume consente anche di allontanarsi dal confine con i terreni di un vicino con il quale è in corso un contenzioso. Arriva, nel frattempo, il diniego della Sovrintendenza, ma per il Comune è fuori tempo massimo. Gli uffici insistono che doveva essere in municipio entro il 26 gennaio, entro il sabato precedente al rilascio, insomma. Invece, siamo a lunedì. Anche il timbro postale sul diniego è di lunedì 28 gennaio. Il fatto che la data sul decreto sia del 25 gennaio viene considerato irrilevante. Anzi, semmai sarebbe la conferma che il diniego è arrivato in ritardo. Quindi il rilascio del permesso a costruire è un atto dovuto, alla luce della normativa in vigore. Almeno a mezzogiorno. La sera è tutta un'altra storia. Il consiglio comunale adotta la variante al regolamento urbanistico. Scattano i nuovi limiti al cemento (anche per le serre) e le norme di salvaguardia del territorio. Che, però, non hanno valore retroattivo. Neppure di poche ore.