L'assemblea dei soci è stata fissata per la prossima settimana -------------------------------------------------------------------------------- CASTIGLIONCELLO. Si va verso il dibattito dei comuni soci di Armunia sulla natura dell'ente. L'assemblea dei soci, che sarà fissata la prossima settimana, ha all'ordine del giorno l'illustrazione delle due opzioni per la futura veste giuridica dell'ente: associazione o fondazione. «Queste sono le due ipotesi che ha approfondito in questi mesi il consiglio di amministrazione - spiega Alessandro Franchi, presidente di Armunia - le presentiamo alla prossima assemblea dei soci con gli elementi positivi e negativi di ciascuna. Le due proposte vengono consegnate ai sindaci che le porteranno nelle rispettive maggioranze, per passare al confronto nei consigli e all'interno dei comuni». Inizierà così l'iter di dibattito della questione nei singoli comuni, anche se i membri del Cda (composto dagli assessori alla cultura dei comuni soci) hanno già riportato la sostanza del lavoro effettuato nell'assemblea dell'ente ai rispettivi sindaci. Su questi primi report di lavoro del consiglio c'è però stretto riserbo, in vista del confronto con i soci nell'assemblea, cui ufficialmente saranno esposte le proposte. «L'incontro dei soci è da mettere in agenda con la presenza della vicepresidente della Provincia Monica Giuntini, ma sarà la settimana del 18 febbraio» precisa Franchi. Nel mese di gennaio i membri del Cda hanno riferito sulle due ipotesi delineate per l'assetto giuridico di Armunia: uno l'associazione, che offre una soluzione di continuità con il presente, visto che ogni socio esprime un voto tramite il proprio rappresentante, l'altro la fondazione, che rispecchia invece la situazione che si è creata dopo l'uscita di Cecina da Armunia, con il comune di Rosignano socio di maggioranza, e quindi propenso ad avere un peso maggiore nella compagine sociale, e gli altri comuni presenti con quote diverse. La seconda soluzione sembra in effetti la più innovativa, anche alla luce della normazione sulle fondazioni come strumenti tipici per la gestione di beni e attività culturali effettuata dalla legge Veltroni nel '98, ma anche che la più aderente alla realtà attuale dell'ente.