Il presidente Travaglini "L'immobile deve essere tutelato in tutte le sue parti compreso l'antico giardino " Commissione edilizia e circoscrizione Porta Maggiore sfavorevoli al piano Possono tirare un sospiro di sollievo le associazioni ambientaliste e la quarta circoscrizione Porta Maggiore S.S. Filippo e Giacomo. Il progetto di restauro di Villa Santori, infatti, è stato bocciato dalla commissione edilizia presieduta dall'assessore Valentino Tega. Nella sua relazione il dirigente competente, ingegner Weldon, ha rigettato il piano per "volumi e distacchi non ammessi". Pericolo scongiurato? Per ora perché i proprietari dell'immobile potranno comunque presentare un nuovo progetto. Intanto il presidente della quarta circoscrizione Porta Maggiore S.S. Filippo e Giacomo, Luigi Travaglini, commenta la vicenda con parole di fuoco. "Avviluppare tre prospetti della villa con un palazzo che la sovrasterebbe di ben tre piani è assurdo e indecoroso - polemizza duramente - Villa Santori deve rimanere così com'è, tutelata in tutte le sue parti compresi il giardino e le piante presenti". Nel 2002, a seguito di una notizia apparsa sulla stampa locale, la quarta circoscrizione si interessò della villa stile liberty del defunto commendatore Renato Santori che correva il rischio di essere demolita. Un'impresa edile, infatti, voleva abbattere l'immobile per realizzare un palazzo di sette piani con cinquanta appartamenti e negozi sottostanti. Nella seduta del 31 giugno 2002 il consiglio di circoscrizione, presieduto da Luigi Travaglini, bocciò tale ipotesi sostenendo che il quartiere si sarebbe privato di un bene di notevole interesse funzionale, artistico, storico e ambientale. Per i membri della quarta circoscrizione occorreva un serio intervento di restauro conservativo prevedendo, eventualmente, un vincolo di tutela storico ed artistico, se ne ricorrevano le condizioni, preservando la vegetazione esistente costituita da piante pregiate secolari e rare. La circoscrizione manifestò la stessa preoccupazione per l'altra palazzina di viale Indipendenza che fu realizzata nei primi anni del secolo scorso dal senatore Giovanni Tofani, proprietario dello stabilimento Carburo. "A distanza di anni - lancia l'allarme il presidente Luigi Travaglini - la situazione si ripete e il pericolo per Villa Santori è ancora più subdolo. La Soprintendenza per i beni architettonici e il paesaggio delle Marche di Ancona, infatti, autorizza sia il restauro del "Villino Santori", tutelato dall'articolo 10 comma 3 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, sia la realizzazione di abitazioni, locali commerciali e parcheggi interrati a viale Indipendenza". "La vicenda sembra tratta da un film degli anni Cinquanta - ironizza Luigi Travaglini - dove Don Camillo e Peppone trovano un accordo per costruire la casa per il popolo, salvaguardando l'edicola della Madonna inglobandola nel palazzo". "Credo che il paragone non regga - conclude il presidente della quarta circoscrizione Porta Maggiore S.S. Filippo e Giacomo - perché il progetto proposto dai privati è assurdo e indecoroso. Villa Santori, in parole povere, deve rimanere così com'è". MAURO GIORGI,