Braccio di ferro tra prorettori ed ex rettori. Pomo della discordia, ovviamente, la tramvia fiorentina. Mentre salgono sul tram oltre 277nomidelmondodell'Università edella ricerca che firmanoun appello a favore della tramvia invitando a votare No al referendum, dall'altra l'ex rettore dell'ateneo fiorentino Paolo Blasi annuncia la sua contrarietà al progetto. Sono tre prorettori e vari docenti universitari, presidi di facoltà e ricercatori del Cnr convinti che «domenica occorre andare a votare e dire no a chi vuol far ripiombare la città nell'immobilismo del non fare ». Il documento, diagnosticata l'attuale congestione dei trasporti, vede nella tramvia l'architrave diu na nuova mobilità, da integrare con nuove ferrovie, busvie, ztl e parcheggi scambiatori. Ma pare anche che il tram sia fondamentale per la qualità formativa dell'Università: «Firenze deve fare sistema tra i suoi poli universitari: se vogliamoattrarre eoffrire eccellenze didattiche abbiamo bisogno di trasporti con tempi di percorrenza certi per professori e studenti» spiega Romano Del Nord,ordinario di tecnologia dell'architettura e firmatario dell'appello. In cima alle preoccupazionidegli studiosi pro tram c'è la necessità di ridurre l'inquinamento: «Fare una passeggiata in centro è diventato pericoloso: aumenta il rischio di problemi cardiovascolari e respiratori, spesso sfocianti in cronicità» garantisce Gianfranco Gensini, ordinario di medicina, aggiungendo che «il tram è il primo passo per combattere l'inquinamento dei trasporti su gomma,cui paghiamo pesantissimi tributi intermini fisici, emotivi ed economici». Eppure, secondo Marcello Buiatti, ordinario di genetica e presidente di Ambiente e lavoro e Fondazione Toscana sostenibile, «il fronte di chi non vuole il tram si autoalimenta con gli affezionati all'automobile». Prova ne sarebbe «la proposta del micrometrò, che passa sotto terra mentre sopra si può continuare a usare la macchina. La differenza è notevole: la tramvia è sostitutiva dell'auto, il metrò è aggiuntivo». Ma le frecciate di Buiatti ai notram non finiscono qui: «Invece di diffondere fotomontaggi con tram enormi davanti al Duomo, facciano qualche foto alle migliaia di bus che passano tutti i giorni davanti al Battistero». Al proposito, Renzo Salimbeni, fisico del Cnr, ricorda che «lo smog, oltre ai nostri polmoni, distrugge anche i monumenti: la tramvia sarà utile per una loro conservazione». Di tutt'altro avviso il capogruppo Udc Mario Razzanelli, e l'ex rettore dell'Università di Firenze, Paolo Blasi. I due accusano il vicesindaco Matulli, «di non aver compiuto ancora un accurato studio dei flussi del traffico e di non aver preso in considerazione la seconda parta della linea 3, quella che dovrebbe arrivare a Gavinana ma che non sappiamo dove e come sorgerà». Preferirebbero un mini-metrò o un tram vecchia maniera a questa «tramvia vecchia e tecnologicamente superata» spiega Blasi. Ma vogliono aprire un confronto per valutare l'impatto del traffico nelle zone più a rischio: piazza della Libertà in primis. E il confronto parte, appunto, dal referendum: «I sondaggi diconoche si vince o si perde 55 a 45, in percentuale, e - dice Razzanelli - se riusciremo adaffermare i "sì" dovrà essere convocato un consiglio comunale tematico, dove ridiscutere il progetto».