Uno sbarramento di 20 mila ordini del giorno della Cdl tra slogan e ritrosie. Lassessore: fermiamoci e riflettiamo Clima elettorale rovente nella prima giornata di maratona urbanistica Dal caro-fettina, al Piano"regalatore" alla sora Cecioni: tutte le citazioni in aula -------------------------------------------------------------------------------- UN fuoco di sbarramento di ordini del giorno contro alcune varianti del piano regolatore, con unarmata di indefessi oratori e rapidissimi compulsatori del copia e incolla pronti a trasformare il Consiglio comunale in una seduta fiume dai tempi infiniti. E la minaccia di presentare circa 20 mila ordini del giorno, 10 mila dei quali solo della Destra di Storace, gli altri da An, Fi e Udc. Oltre a centinaia di ricorsi al Tar. Cè già un rovente clima elettorale e in Consiglio comunale torna a farsi sentire il centrodestra con larma che a Roma le è sempre stata più propria e consona, lostruzionismo. Trae linfa anche da una durissime bordate contro alcune varianti urbanistiche del nuovo Piano regolatore che oggi dovrebbe essere approvato. Su tutte, sono nellocchio del ciclone la cosiddetta delibera "Bufalotta", la delibera "Ex Alitalia-Magliana" e, la meno invisa, quella della riqualificazione delle Torri dellEur, con il gruppo Lamaro dei fratelli Toti (ma anche Parnasi, Ligresti e Fintecna) più direttamente interessati alla loro approvazione. Cè un tale sommovimento, un tale schieramento abolizionista con convulsi lavori di aula e confabuli di corridoio, da convincere i consiglieri di Rifondazione Comunista, Verdi, Pdci e Sinistra, prima firmataria Adriana Spera, a dettare alle agenzie inedite parole durissime: «Il Piano regolatore unattentato alla democrazia? Qui la vera, unica questione democratica della città consiste nella proprietà di testate giornaliste da parte dei costruttori romani». E ancora. «Si assiste a evidentissime campagne di stampa contro assessori, singoli consiglieri, forze politiche con lunico scopo di condizionare le scelte del Consiglio in tema di urbanistica. Confermiamo e ribadiamo che solo dopo lapprovazione del piano regolatore, fatto storico per Roma, valuteremo fino al 23 febbraio cosa sia più utile approvare nellaula del Consiglio comunale nellesclusivo interesse della città». A chi si riferiscono? «Al "Messaggero" di proprietà di Caltagirone e, in misura minore, al Tempo di proprietà di Bonifaci», spiega la Spera. Il gruppo Caltagirone non sarebbe tra quelli interessati a queste ultime tre operazioni urbanistiche. E così, ieri, laula del Consiglio comunale che affrontava la prima delle due giornate di maratona verso lapprovazione della grande manovra urbanistica, risuonava non tanto, anzi per nulla, di grandi scenari futuri su quante nuove case, più o meno popolari, quanti nuovi parchi, dove le nuove linee del ferro, quali vincoli, quali nuovi ambiti di sviluppo cittadino, quali recuperi o quali progetti civici, insomma di grandi temi urbanistici, piuttosto di slogan anche un po paradossali. Come quello di Michele Baldi, ad esempio, il consigliere comunale di Forza Italia che si è offerto di correre come candidato sindaco a Roma: «Questo? E un Piano regalatore» andava a dire in giro travestito con un camice da macellaio motivando che anche il Centro Carni sarebbe stato prossimo a una svendita ai "soliti noti" e che ciò, astrusamente, avrebbe provocato il caro-fettina a Roma. A chi questo Piano regolatore regala qualcosa? Faccia i nomi, Baldi, gli chiedevano i cronisti e lui, sorridendo sfuggente, «Beh, ai soliti gruppi... Sì, ma quali? Eh, non mi faccia dire...». E la chiudeva così. La stessa cautela verbale anche da Luca Gramazio, consigliere di An figlio del senatore che addentò la mortadella in Senato un attimo dopo la caduta di Prodi: «Dirò pubblicamente quei nomi durante il mio intervento? Non so, valuto, vedrò...». E così anche Piso (che però, senza far nomi, attacca «grida vendetta soprattutto il piano della Bufalotta». Luca Malcotti, invece, si confida al taccuino del cronista, ma non allaula: «Il sindaco vuol fare un ultimo regalo ai suoi amici, il gruppo Lamaro». Poi chiosa: «Sì, mi piace tanto dire cose scomode». A metà pomeriggio, in unaula quasi deserta in cui parlano di fila solo i consiglieri della Cdl, arriva anche Gianni Alemanno: «No, certamente non voteremo questo Prg. Perché ci pare debole, non ha serie linee di sviluppo e perché queste ultime varianti lo deformano. Però se di queste varianti se occuperà la prossima amministrazione, potremmo anche ritirare gli emendamenti...». Passa lassessore allUrbanistica Morassut e tutti gli chiedono: «Assessore, che farà? La Cdl la mette in croce per quelle varianti "fuori sacco"...». «Guardi, la riqualificazione delle Torri dellEur sono unopera di prevalente interesse pubblico. Invito anche lopposizione a ragionarci bene. Sulle altre, sono io il primo a dire: fermiamoci e riflettiamo. Vedrete però, alla fine il Prg sarà votato».
ROMA - PRG: In aula le varianti della discordia tra giornali, costruttori e centrodestra
Il Consiglio comunale di Roma si è riunito per affrontare la prima giornata di maratona urbanistica per lapprovazione del Piano regolatore. Il gruppo Cdl ha presentato circa 20 mila ordini del giorno, tra cui 10 mila solo della Destra di Storace, gli altri da An, Fi e Udc. La discussione è stata caratterizzata da un clima elettorale rovente e da una forte opposizione al piano regolatore. I consiglieri della Cdl hanno criticato alcune varianti del piano, come la riqualificazione delle Torri dellEur e la delibera "Bufalotta".
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