Ci sono due offerte per acquistare la struttura di via Battisti -------------------------------------------------------------------------------- I portoni in vetro scuro sono chiusi da tre anni, sigillati da quando Pierluigi Di Pasquale riconsegnò la licenza per gli spettacoli nelle mani del sindaco Talini e le chiavi dell'Excelsior alla famiglia Morelli. Il foyer è polveroso, la platea e la galleria buie e freddissime, con le loro 1200 poltroncine su cui nessuno siede da quasi mille giorni. E su cui nessuno forse siederà mai più. Forse. Dipende da cosa decideranno gli eredi di Guido Morelli, proprietari del famoso teatro di via Battisti. Il loro telefono negli ultimi tempi è squillato spesso, in particlare è suonato due volte nelle ultime settimane. Dall'altra parte della cornetta due imprenditori toscani, entrambi interessati a sapere se c'è l'intenzione di vendere la struttura. Ed entrambi con un progetto ben chiaro in testa: abbattere il teatro con i suoi 15mila e passa metri cubi di cemento e realizzarci in un caso un centro commerciale (supermercato con negozi) in un caso delle abitazioni, anzi per la precisione delle villette. I due imprenditori hanno bussato anche alle porte del municipio, prospettando al sindaco le loro idee. Perché è chiaro che se la famiglia Morelli dovesse decidere per la vendita a uno dei due sarà necessario per il cambiamento di destinazione dell'immobile un iter burocratico con una serie di sì da parte dell'amministrazione comunale. Tra l'altro proprio in questi giorni è in corso la stesura del nuovo piano strutturale. Se i tempi dovessero essere stretti la novità potrebbe essere inserita nel piano, altrimenti - come è probabile - sarà necessaria una variante urbanistica, dopo i vari passaggi nelle commissioni urbanistica ed edilizia. Ma come detto, è presto per parlare dei permessi tecnici. Prima sarà necessario capire se la famiglia Morelli sia intenzionata o no a vendere: a quanto pare tra gli eredi di Guido Morelli - che nel 1979 inaugurò la struttura progettata dall'ingegnere fucecchiese Romano Bagnoli - ci sarebbe una frattura sul futuro da dare all'Excelsior. Francesco Beconcini, uno dei nipoti di Guido, ha più volte detto che «sarebbe un peccato perdere uno dei teatri più belli della Toscana per trasformarlo in un centro commerciale o in abitazioni». Ma l'altra parte della famiglia - che adesso non vive più a Fucecchio, ma nell'aretino - sarebbe per la vendita. Chi prevarrà? L'aspetto sentimentale o quello economico. Una cosa è certa: quella struttura chiusa rappresenta un pugno nello stomaco per i fucecchiesi che ogni giorno attrversano il centro. È il teatro più grande di tutto il circondario, con un palco profondo 16 meti e oltre mille posti a sedere. «Bellissimo», come lo definì un anno fa Enzo Garinei, direttore del Sistina. L'altro lato della medaglia è l'aspetto economico che è ineludibile: riaprire il teatro avrebbe (o avrà) dei costi enormi che difficilmente - senza gli sponsor invocati anche di recente dall'assessore Cardellicchio - sarebbero sostenibili per chiunque. Ecco perché alla fine dei conti la famiglia Morelli potrebbe decidere per la vendita. E al posto del teatro potrebbero esser realizzate le villette o il nuovo centro commerciale. (gc)